Il caso di Alessandra Maffezzoli è anche tristemente noto come l’omicidio di Pastrengo. Una cittadina della provincia di Verona che accoglie la casa degli errori in cui viveva la maestra delle elementari e l’ex compagno Jean Luc Falchetto. Per scoprire che cos’è successo ad Alessandra Maffezzoli e perché sia stata uccisa, bisogna ritornare indietro a quell’8 giugno del 2016: il caso verrà approfondito ad Amore Criminale nella puntata dell’11 febbraio 2018, grazie alla tecnica della docufiction ed alla voce di Veronica Pivetti.

Alessandra Maffezzoli, il caso

Il debito e la lite

L’omicidio di Alessandra Maffezzoli ruota attorno ad un debito di circa 5 mila euro ed al ruolo di Jean Luc Falchetto. Si tratta dell’ex convivente della maestra di Pastrengo, reo confesso del delitto. Le modalità dell’omicidio della donna appaiono subito nella loro brutalità agli occhi dei medici legali, che durante l’autopsia individuano i segni dell’aggressione. Secondo il referto, la vittima ha cercato di difendersi dalla furia dell’ex compagno, come dimostrato da alcune ferite presenti sul corpo della vittima. La ricostruzione degli inquirenti inizia quindi da quel litigio degenerato in delitto e che si è concluso con sette pugnalate al cuore.

Non sono state le uniche ferite ad aver portato alla morte Alessandra Maffezzoli, che durante l’aggressione è stata colpita alla schiena ed alla testa grazie ad un vaso. Diversi colpi inferti al capo della vittima: la maestra è stata sbattuta più volte contro una superficie, forse il muro o il pavimento. Nonostante le ferite, Alessandra tuttavia è morta per un motivo diverso: l’arma del delitto verrà individuata in un coltello con una lama di 30 centimetri, ritrovata dai Carabinieri all’interno di un armadio durante un sopralluogo.

[Fonte: Verona Sera]

La fuga di Jean Luc Falchetto

Secondo la ricostruzione delle autorità, in seguito all’omicidio di Alessandra Maffezzoli l’ex convivente ha cercato di fuggire a bordo della sua Lancia di colore bianco. Il portiere di un albergo di Castelnuovo avviserà infatti le autorità della presenza del 53enne, preoccupato dal suo arrivo. Jean Luc Falchetto cercherà inoltre di suicidarsi gettandosi nel lago vicino alla struttura. In quei momenti, i Carabinieri sono già alla ricerca del principale sospettato, allarmati dai figli della vittima, avuti grazie ad una precedente relazione. Tornati a casa, i due ragazzi hanno lanciato l’allarme, sconvolti dalla scena del crimine.

[Fonte: La Repubblica]

Secondo Il Gazzettino, il corpo della donna sarebbe stato invece ritrovato dai Carabinieri, allarmati da un vicino di casa che ha sentito diverse urla provenire dall’abitazione della maestra.

La confessione

La confessione di Jean Luc Falchetto non tarderà ad arrivare: a distanza di alcuni giorni dal suo arresto, il 53enne e barista di Caprino Veronese ammetterà di aver ucciso Alessandra Maffezzoli. Madre di due figli, all’epoca di 18 e 16 anni, la donna avrebbe perso la vita a causa di un raptus dell’ex convivente, dovuto a quella lite. A dimostrare che le sue parole sarebbero vere, il ritrovamento del corpo della vittima e le sue condizioni: la testa fracassata e diverse coltelate al petto. La violenza con cui Jean Luc Falchetto avrebbe ucciso la donna è dimostrabile dal fatto che l’arma del delitto verrà ritrovata con la lama spezzata.

LEGGI ANCHE  Amore Criminale: Anticipazioni, Laura e Mariella | 4 febbraio

Una relazione finita

Le prime indagini dei Carabinieri di Peschiera del Garda, guidati dal Maggiore Francesco Milardi, faranno luce sulla relazione fra Alessandra Maffezzoli e Jean Luc Falchetto. I due si erano lasciati appena un anno prima, ma continuavano a frequentarsi. Il loro rapporto sembrava infatti pacifico e quell’8 giugno del 2016, Falchetto avrebbe raggiunto l’ex compagna per una normale visita. Durante il loro incontro, i due avrebbero iniziato a discutere al piano terra della casa della maestra, che subito dopo ha cercato di rifugiarsi in mansarda. Ed è qui che Falchetto avrebbe preso un porta candele in ceramica e l’avrebbe colpita ripetutamente alla nuca, fino a farla svenire.

Falchetto era già stato denunciato dalla vittima

Armato di coltello, ha pugnalato più volte Alessandra Maffezzoli, ma non è chiaro se fosse già in possesso dell’arma o se l’abbia trovata sul posto. Dopo aver nascosto l’arma dietro l’armadio della vittima, è fuggito dalla finestra ed è salito nella sua auto. Il tutto avviene attorno alle 21.00/21.30, orario in cui i vicini hanno avvisato i Carabinieri del posto di aver sentito dei rumori collegati alla violenta lite dell’ex coppia. Le autorità sarebbero quindi entrate nell’abitazione della donna grazie ad una finestra, per poi lanciarsi nell’inseguimento del sospettato. i figli intanto ricevono la notizia della morte di Alessandra, mentre le autorità risalgono ad una denuncia fatta dalla vittima alcuni mesi prima. La maestra infatti aveva denunciato Falchetto per via della rottura di uno specchietto della sua auto.

[Fonte: Verona Sera]