Eva Henger a Verissimo, fra precisazioni sullo scandalo del cannagate che l’ha vista accusare Francesco Monte e quanto accaduto al figlio Riccardino Schicchi. L’ex pornodiva è diventata un vero e proprio bersaglio mediatico in questi ultimi giorni e non solo: tanti fan dell’Isola dei Famosi 2018 hanno contestato sui social la sua presa di posizione. Eva Henger intanto continua a portare avanti il vessillo della (sua) verità e approfitta dello studio di Silvia Toffanin per ritornare sull’argomento. La sua intervista andrà in onda nella puntata del 10 febbraio: di seguito un breve estratto.

Eva Henger Vs Francesco Monte, “Dire la verità non è un reato”

Ospite di Verissimo, Eva Henger ritorna a parlare delle sue accuse a Francesco Monte. E non solo, perché l’ex concorrente dell’Isola ha deciso di rispondere ad un appunto che Alessia Marcuzzi le ha fatto nel corso della scorsa diretta del reality. La conduttrice ha infatti sottolineato come l’ex Naufraga abbia aspettato troppo tempo per dire quanto accaduto nell’hotel delle Honduras, delle tempistiche che hanno creato non pochi sospetti.

“Dire la verità, può essere con una tempistica sbagliata, non è un reato. Fumare canne e mettere in pericolo le altre persone lo è”.

La Henger quindi non ritratta, come ha manifestato in questi giorni, ed è consapevole di come i giudizi negativi ricevuti dalle altre persone riguardino il suo personale passato. I fan dell’Isola dei Famosi hanno infatti sottolineato sui social come Eva sia già stata associata all’uso della marijuana. La contestazione si riferisce ad un episodio collegato al figlio Riccardino, avuto dall’unione con Riccardo Schicchi ed arrestato dopo essere stato sorpreso in possesso di alcune piante di marijuana. L’attuale versione dell’ex Naufraga tuttavia è più approfondita rispetto a quanto sostenuto dalla figlia Mercedesz in diversi salotti televisivi.

Riccardino Schicchi sarebbe infatti stato fermato dai Carabinieri mentre acquistava della marijuana da uno straniero. A Verissimo, Eva Henger ha ribadito che le autorità all’epoca l’hanno avvisata perché il ragazzo era minorenne e che per l’accaduto ha dovuto svolgere dei lavori socialmente utili.

“Ora Riccardino ha 23 anni e da quattro è pulito, ma quel periodo è stato un incubo per me. Quindi vedere un altro ragazzo avere gli stessi atteggiamenti di mio figlio mi ha fatto male, non volevo rivivere la stessa situazione, volevo vivere una bella esperienza”.