L’omicidio di Elena Ceste è strettamente collegato con una presunta scomparsa dai risvolti ambigui e particolari, conclusa infine con l’arresto di Michele Buoninconti. Si tratta del marito della casalinga di Costigliole d’Asti, un pompiere di umili origini ed il primo ad aver lanciato l’allarme sull’allontanamento della donna. Padre di quattro figli, le sue parole risuonano subito strane alle orecchie degli inquirenti, che grazie ad una serie di prove video e indizi giungono alla fine a stringere le manette ai suoi polsi. Che cos’è successo quel giorno e perché Elena Ceste è stata uccisa? Il caso è al centro della puntata di Terzo Indizio del 23 gennaio 2018, in onda su Rete 4, a cui seguirà il caso dell’ex Carabiniere Filomena Di Gennaro

Il caso di Elena Ceste

La scomparsa da Costigliole d’Asti

Il caso di Elena Ceste diventa ufficiale il 24 gennaio 2014, una giornata nebbiosa. A poche ore di distanza dal risveglio, il vigile del fuoco di Alba Michele Buoninconti denuncia la scomparsa della moglie Elena, affermando di non averla più vista dalle prime ore del mattino. In quell’occasione, la donna gli avrebbe infatti richiesto di accompagnare i figli a scuola per via di un piccolo malore. La scomparsa diventa subito parte integrante della cronaca italiana e si inizia ad indagare sulla dinamica dei fatti: quali sono state le azioni della donna prima di uscire di casa?

Il ritrovamento degli indumenti e degli occhiali

Nessuno dei vicini sembra averla vista quel giorno: è come scomparsa nella nebbia che ha colpito la campagna circostante. L’auto si trova infatti nel cortile di casa, così come il cellulare. Nei momenti successivi, Michele Buoninconti rivela inoltre di aver trovato gli indumenti della moglie ed i suoi occhiali da vista. La disperazione è tanta che il pompiere si lascia sfuggire una frase emblematica circa la vergogna che prova nel sapere che Elena starebbe circolando nuda per il paese.

Le indagini e i sospetti

Le piste degli investigatori spaziano ad ampio raggio. Si indaga sulla personalità di Elena Ceste e sulla sua depressione, sulle amicizie e sul rapporto con il marito. Si scopre infatti che la notte precedente alla scomparsa, i due coniugi avrebbero avuto una furiosa lite e per questo la donna non sarebbe riuscita a dormire. Era quindi questo il malore che accusa al mattino successivo? Si teme inoltre che qualcuno possa averla ricattata. Buoninconti infatti svela di essere stato informato dalla stessa Elena di alcuni sms ricevuti da sconosciuti, delle minacce in cui si parla di un suo presunto rapporto con un altro uomo. Si batte quindi anche la pista dell’amante e si accendono le luci su una particolare conoscenza stretta da Elena Ceste, riservata e timida. Si tratta di un ex compagno di scuola, con cui è entrata in contatto grazie ai social.

Risale infatti a febbraio 2014 l’accusa di Michele Buoninconti, con cui riferisce alle autorità del ricatto subito dalla moglie. Quest’ultima sarebbe stata immortalata in alcune foto mentre abbracciava un amico e due uomini la starebbero ora ricattando. Si ipotizza inoltre che la scomparsa di Elena Ceste riguardi in realtà una fuga d’amore. I due presunti ricattatori infatti vengono scagionati dalle accuse in seguito ai dovuti interrogatori. Nello stesso periodo iniziano le segnalazioni, fra chi dice di averla vista a Torino, sua città natale e chi invece ipotizza che possa essersi rifugiata in un convento nelle vicinanze.

I dubbi su Michele Buoninconti

A quasi tre mesi di distanza dalla scomparsa, il corpo di una donna riemerge dalle acque del fiume Tanaro e si teme subito che possa trattarsi della casalinga di Costigliole. In seguito si scopre che si tratta invece di una suicida di Alba, ma il particolare dà modo di avviare una nuova tranche di indagini. Si cerca in particolare in località Govone, dove abitano i genitori del vigile del fuoco e a Motta. Prima che il cadavere di Elena Ceste venga ritrovato, gli inquirenti iniziano a nutrire dei forti dubbi su Michele Buoninconti. Si fa luce infatti sugli spostamenti avvenuti in quei giorni, che contrastano fra le sue parole e le ricostruzioni realizzate grazie alle telecamere della pubblica amministrazione. Gli orari inoltre non coincidono, per non parlare degli abiti ritrovati a suo dire nel giardino, dietro al cancello principale.

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Un matrimonio infelice

Le indagini spaziano quindi ad ampio raggio sulla famiglia apparentemente felice. Si scopre che i rapporti fra Elena e Michele non sono sereni e che i due litigano spesso, testimonianze individuate grazie ai racconti fatti dalla vittima agli amici su Facebook. I profiler individuano tuttavia nella Ceste una personalità così fragile che non è possibile escludere del tutto il suicidio. Viene aperto quindi un fascicolo anche su questa ipotesi, a carico di ignoti.

Il ritrovamento del cadavere

Nell’ottobre del 2014, il corpo di Elena Ceste viene ritrovato nelle campagne in provincia di Asti. Le condizioni in cui è ridotto il cadavere sono tali da rendere difficili le indagini. Si sospetta ancora che la donna possa essersi gettata nel rigagnolo per togliersi la vita, ma i riflettori sul marito continuano a rimanere accesi. Le contraddizioni, le ricostruzioni video e le sue parole sono tutti punti oscuri che vengono chiariti alcuni mesi più tardi, quando Michele Buoninconti viene arrestato per l’0micidio di Elena Ceste.

Chi è Davvero Elena Ceste? Una personalità con molti punti oscuri

Moglie e donna, due personalità in contrasto

[fonte: Nera e Dintorni]

Durante il processo a carico del pompiere di Costigliole, si mette in luce il forte contrasto fra le personalità di Buoninconti e di Elena. Quest’ultima fragile e casalinga, ormai vittima di una vita che non le lascia via d’uscita e il marito, intento a “raddrizzarla“, ad insegnarle come essere una brava moglie. Secondo la psicologa chiamata come consulente dalla Procura Fusaro (verbale 13/06(2015), Elena Ceste è fragile e scrupolosa, puntuale e precisa. Apprezzata sul lavoro, ha un’attenzione tale per il denaro da non ammettere sprechi. Di carattere timido, sa come difendersi ed è difficile trarla in inganno. Anche per questo non esitava a viaggiare in tarda notte per incontrare il futuro marito, all’epoca impegnato per la formazione come vigile del fuoco e diviso fra Firenze e Salerno. L’impressione del medico di base della coppia, il dottor Gozzellino, è che la donna fosse del tutto sottomessa al marito.

“Ho sempre dovuto parlare con il marito, al quale spiegavo la mia diagnosi e le cure che la donna avrebbe dovuto seguire per i figli. Lui era subito molto chiaro, è sempre stato ipertrofico, una figura primaria della famiglia. Tale comportamento mi ha sempre trasmesso quel chiaro controllo che esercitava sulla moglie, la quale non mi ha mai dato l’idea che però avvertisse alcun disagio”.

Una 19enne disinibita e attenta agli eccessi sentimentali

Nella relazione della dottoressa Fusaro compare inoltre un aspetto rimasto nascosto della personalità di Elena Ceste. La donna infatti sembra aver vissuto un forte cambiamento della personalità: la ragazza, spensierata e con tanta voglia di divertirsi, e la madre di famiglia, obbediente al volere del marito. Emergono infatti alcuni particolari riferiti alla prima età adulta della vittima, che fanno pensare ad una duplice personalità nella donna. Appena 19enne, Elena aveva infatti avuto una relazione con un uomo molto più grande di lei, all’epoca sposato, con cui avrebbe superato alcuni limiti sessuali imposti dal pudore.

Il ritorno della vecchia fiamma

L’uomo è stato interrogato dagli inquirenti e non è un volto sconosciuto sia ai genitori della Ceste sia alla sorella Daniela. Persino Michele Buoninconti era a conoscenza del passato amoroso della moglie: come riferito dal diretto interessato ai Carabinieri di Govone (verbale 24/2/2014) era stata proprio la donna a riferirgli alcuni particolari sul suo precedente rapporto amoroso. Quando la coppia si sposa quindi, il pompiere è a conoscenza della personalità della moglie, della sua disinibizione, e decide comunque di sposarla nonostante questo aspetto cozzi con i propri valori. L’ambivalenza nella personalità di Elena Ceste riemergerà tuttavia diversi anni più tardi, quando nel 2013 la donna si mette in contatto con alcuni amici grazie a Facebook e riprende i contatti con l’uomo molto più grande di lei con cui ha avuto una relazione in gioventù.