Mario Francese è al centro del film Delitto di Mafia, proposto da Canale 5 per il suo ciclo di film Liberi Sognatori, in onda su Canale 5 nella prima serata del 21 gennaio. In queste ultime ore il direttore del Giornale di Sicilia ha chiesto lo stop alla messa in onda, a causa di una serie di “falsità” presenti nella trama. A detta del quotidiano la pellicola si allontana di molto dalle verità storiche accadute nel gennaio del ’79, data in cui viene consumato il delitto di Mario Francese.

Vita e morte di Mario Francese, un delitto di mafia

Nato nel ’25, Mario Francese inizia la propria carriera nel mondo del giornalismo grazie alla collaborazione con l’ANSA, che lo porta fino ad appassionarsi del tutto alla cronaca. Dopo una breve collaborazione con La Sicilia ed un impiego nella Regione Sicilia, Francese si dedica infatti a tempo pieno al quotidiano Il Giornale di Sicilia, riuscendo a completare la formazione come giornalista professionista. Noto per essersi occupato della strage di Ciaculli e del processo contro i Corleoni avvenuti a Bari nel ’69, riesce ad ottenere una forte popolarità grazie all’intervista esclusiva ad Antonia Bagarella, la moglie di Totò Riina. In quegli anni il giornalista ha già concentrato i propri sforzi in numerose inchieste che approfondiscono la struttura mafiosa e dei molteplici clan, con particolare attenzione per Totò Riina e Luciano Liggio.

Diventato ormai pericoloso, viene ucciso su richiesta di Totò Riina e Francesco Madonia, che in base agli atti della condanna avrebbero incaricato del delitto Leoluca Bagarella. La sentenza d’appello coinvolge inoltre Michele Greco, Raffaele Ganci e Bernardo Provenzano, che agli occhi dei giudici avrebbero voluto fermare Mario Francese per via del suo impegno civile e per la ricostruzione della rete che unisce la mafia allo Stato ed alle classi politiche del momento. Il suo testimone viene assunto anni più tardi dal figlio Giuseppe, che al fianco della famiglia riesce ad ottenere la condanna. Il 36enne tuttavia affronta un triste destino quando decide di togliersi la vita, nel 2002.

Il figlio Giuseppe Francese, dalla lotta contro Cosa Nostra al suicidio

“Giuseppe se n’è andato. Ha svoltato in fretta l’angolo di questa vita e lo ha segnato nell’anima, cercando Lassù nell’abbraccio eterno la pace”.

Il necrologio della famiglia di Giuseppe Francese viene pubblicato il 4 settembre di quell’anno sul Giornale di Sicilia, in seguito al ritrovamento del corpo del giornalista, morto suicida mediante impiccagione. Come sottolinea un articolo dell’epoca di Adnkronos, Giuseppe ha lottato per tredici anni perché la morte del padre Mario Francese non cadesse nel dimenticatoio e per ottenere giustizia, ma non si era mai ripreso. Già da ragazzino aveva dimostrato una forte angoscia per quanto accaduto al genitore, di cui aveva raccolto articoli e appunti. Non si conoscono nei dettagli i motivi del suo gesto, dato che ha scelto di non lasciare alcun messaggio alla famiglia, mentre il suo corpo è stato trovato impiccato al guinzaglio che aveva agganciato ad uno dei lampadari della sua abitazione.