Serafina Strano ha parlato a lungo a Matrix della violenza subita oltre due mesi fa mentre era di turno in guardia medica, presso l’Asp di Catania. La dottoressa ha descritto i particolari dell’aggressione, di cui ha denunciato i fatti alle autorità e all’Ordine dei Medici. La struttura ospedaliera siciliana, in primis il datore di lavoro della stessa vittima, sono considerati da Serafino Strano responsabili di una seconda violenza. Quella dovuta alla mancanza di un sistema adeguato di sicurezza e protezione che ha permesso al suo aggressore di abusare di lei per un’ora e mezza.

Serafina Strano ha raccontato a Matrix quanto avvenuto nella notte fra il 18 e il 19 settembre scorso. In quel momento la dottoressa si trovava da sola nel locale della guardia medica, “come sempre accade“. Anche le colleghe del medico infatti svolgono quel tipo di turno, così esposto a malintenzionati, con il solo supporto di amici e familiari. Nessuna guardia del corpo o di sicurezza, come sottolinea la vittima a Nicola Porro nella puntata di Matrix del 29 novembre. Tutto inizia a mezzanotte, quando Alfio Cardillo suona il campanello per chiedere un antidolorifico. Il riconoscimento del paziente, già visto in precedenza in guardia medica, avviene solo tramite il vetro data l’assenza di un videocitofono.

Serafina Strano sottolinea le dinamiche della violenza subita

Subito dopo la richiesta, Alfio Cardillo aggredisce alle spalle Serafina Strano, “con intenzioni chiarissime: mi strappa i vestiti e comincia una violenza che dura un’ora e mezza“. In quei minuti la dottoressa cerca di raggiungere il braccialetto SOS da polso che in quel momento non indossa, “perché non ha copertura di segnale in tutti i locali della guardia medica” ed in seguito cerca di afferrare il telefono mentre l’aggressore continua a starle addosso.

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“Si butta sul telefono e lo strappa dal muro, strappando i fili. Quell’immagine della brandina spaccata, che avete sicuramente visto sui giornali e in televisione, si è spaccata nel momento in cui ha tirato e disattivato il telefono”.

Serafina Strano, la dottoressa in balia dello stupratore per un’ora e mezza

Solo la lucidità ritrovata da Serafina Strano le ha permesso di porre fine alla violenza sessuale, perché messo da parte lo shock e il terrore, la dottoressa capisce di poter uscire e urlare per chiedere aiuto. Alfio Cardillo le rimane comunque “attaccato per tutti i locali“. Minuti in cui la donna approfitta della richiesta di accendere una sigaretta da parte dell’aggressore e fugge verso l’esterno.

Serafina Strano si sente tuttavia violentata una seconda volta perché “il datore di lavoro, i dirigenti dell’Asp di Catania, sono loro che dovevano, per legge, creare dei sistemi di sicurezza anti aggressione validi per le guardie mediche della Regione”. Di seguito il video con l’intervista di Serafina Strano a Matrix, in seguito alla sua denuncia in Parlamento ed in seguito in una conferenza stampa con l’Ordine dei Medici, che hanno dato modo ad altre colleghe vittime della stessa violenza di “parlare con i giornalisti presenti“.