Quarto Grado ritorna domenica, 5 novembre 2017, con la sua striscia del fine settimana. Il programma condotto da Gianluigi Nuzzi riapre i battenti della sua Rubrica di approfondimento dei grandi casi di cronaca italiana, a partire sulla morte di Marco Vannini. Il 20enne di Ladispoli è morto il 18 maggio di due anni fa, mentre si trovava a casa della fidanzata Martina Ciontoli.

Attualmente sono indagati tutti i familiari della ragazza, dalla stessa Martina fino a Antonio Ciontoli, il padre. Coinvolta anche la madre Maria ed il fratello Federico, oltre a Viola, la fidanzata di quest’ultimo. Al centro delle indagini e dell’approfondimento di Quarto Grado ci sono non solo le dinamiche dei fatti ma le telefonate che i Ciontoli hanno fatto ai soccorsi. Quella notte sono state effettuate diverse telefonate al 118, di cui la prima è stata annullata dai Ciontoli.

A Quarto Grado l’analisi degli avvenimenti di quella notte

Attualmente il caso di Marco Vannini è al vaglio dei giudici di Roma, che hanno terminato l’audizione dei diversi imputati. Il prossimo 12 novembre verranno invece depositati i risultati della superperizia che stabilirà la risposta ad una domanda essenziale per le indagini. Marco Vannini poteva essere salvato? Quarto Grado ripercorrerà alcuni eventi chiave della vicenda, ritornando a quella notte ed al ruolo di tutti i protagonisti.

Il caso di Marco Vannini a Quarto Grado: le ultime news

Lo scorso 27 ottobre, Martina Ciontoli ha voluto rompere il silenzio di fronte ai giudici ed ha sottolineato di essere stata l’unica a conoscere come siano andati realmente i fatti. Quella sera, la ragazza e Marco Vannini si sarebbero trovato in bagno per parlare ed Antonio Ciontoli gli avrebbe mostrato il funzionamento della pistola. In seguito a quello che ha definito un incidente, avrebbe chiesto al figlio Federico di togliere le due pistole dal bagno.

“Successivamente Federico ha trovato il bossolo in bagno. Non sapevo neanche dove Federico l’avesse trovato. Ci stavamo accordando sul fatto che non avesse responsabilità. Gli ho detto di dire che avevo fatto tutto io, anche lo spostamento delle armi”.