Il caso di David Rossi riguarda un suicidio o un omicidio? La risposta a questa domanda è strettamente collegata con quanto avvenuto quel 4 marzo del 2013. Una vicenda che ha interessato più di una volta Le Iene, che nella puntata di ieri sera ha trasmesso un nuovo approfondimento. Sarebbe emersa infatti la presenza di una testimone chiave mai ascoltata dalla Procura: tutto ruota attorno ad un’email in cui David Rossi aveva manifestato la decisione di non parlare con i Magistrati.

David Rossi si è suicidato: questa è la tesi delle autorità che da quattro anni continuano ad indagare sulla morte del capo della Comunicazione dei Monti dei Paschi di Siena. Una versione dei fatti che non combacia con quanto ipotizzato invece dalla famiglia Rossi, che continua a richiedere di poter avere giustizia. Al suo fianco Le Iene ed un nuovo servizio in cui è stata ascoltata Lorenza Pieraccini, all’epoca segretaria di Fabrizio Viola, amministratore della Banca dei Monti dei Paschi di Siena.

Secondo quanto emerso dall’incontro fra l’inviato de Le Iene e Lorenza Pieraccini, quest’ultima avrebbe visto l’email in cui David Rossi ha scritto che si sarebbe suicidato quella sera stessa. La versione data invece da Fabrizio Viola ai giudici è che quell’email non gli è mai stata recapitata. Secondo l’ex segretaria “Ci sono troppe cose che non tornano, tante”, riguardo al caso di David Rossi. Alcune riguardano la modalità della caduta della vittima ed alcune misteriose ombre presenti sul video di sorveglianza, su cui Le Iene hanno cercato di fare luce in un precedente servizio.

Un altro punto oscuro nel caso di David Rossi

Dall’intervista de Le Iene a Lorenza Pieraccini emerge che la donna non è stata ascoltata dalla Procura, in quanto le informazioni in suo possesso sarebbero “sommarie” e raccolte in seguito alle richieste dei legali della famiglia di David Rossi. I giudici però ritengono che sia la Pieraccini che altri colleghi della vittima non potessero aggiungere “niente di più di quanto si è detto”.

La testimone chiave del cado di David Rossi afferma invece di aver consegnato l’email a Valentino Fanti, allora responsabile di segreteria, e di aver stampato il testo come sempre. L’email inoltre sarebbe già stata aperta in precedenza da qualcuno, dato che altrimenti non avrebbe mai aperto il documento.

“Prima di tutto, non è possibile; secondo, l’e-mail era aperta sennò io di iniziativa non entravo ad aprire una e-mail che era ancora chiusa, inviata al dottor Viola, non so se… indipendentemente da quell’oggetto. Io come la vidi la stampai e andai da questo (ndr, Valentino) Fanti, che anche lui poteva avere la posta, e gli dissi “ma guardi qua”, ma questo dice “e che ci possiamo fare” […]. Dopo il fatto che è successo io non gli ho più detto niente e lui non ha più detto niente a me, mai! Come se la mail non si fosse mai vista. E, dopo 3, 4 giorni, la mail dal computer del dottor Viola non c’era più nella posta”.