Stars of The Silver Screen inizia alla grande il primo dei suoi appuntamenti su Rai 5. A partire dalle 21.25, il canale analizzerà uno dei volti storici che rientrano fra le icone pop del cinema internazionale: Jack Nicholson. Che cosa lo ha reso così famoso agli occhi di pubblico e critica? Stars of The Silver Screen analizzerà diversi protagonisti, soffermandosi nella prima puntata su Jack Nicholson, la sua follia e quello sguardo diabolico che lo hanno trasformato in un attore leggendario.

Stars of The Silver Screen, prima puntata su Jack Nicholson

Tre premi Oscar all’attivo e 12 nomination per l’ambita statuetta. Sono molti i traguardi raggiunti da Jack Nicholson nel corso della sua carriera da attore, iniziata 50 anni fa con ruoli minori. Il primo successo è legato al film iconico Qualcuno volò sul nido del cuculo che Milos Forman ha diretto nel ’75 (presto una serie tv su Ratched, la famosa infermiera) e che ha permesso all’artista di Hollywood di farsi apprezzare per la sua follia recitativa. Nell’83 la seconda statuetta con Voglia di tenerezza di James L Brooks e la terza nel ’96 grazie alla pellicola Qualcosa è cambiato con la regia di James L Brooks. La sua ascesa nel mondo dello spettacolo inizia però a metà degli anni Cinquanta, quando un Nicholson appena diciassettenne inizia a frequentare i corsi di arte drammatica guidati da Martin Landau. Gli verrà affidato il primo ruolo importante a fine anni Sessanta grazie al film Easy Rider in cui lo vediamo nei panni di un avvocato dedito all’alcool e diretto da Dennis Hopper.

Sono anni in realtà turbolenti per Nicholson, fortemente attratto da politica e regia. Abbandonerà questa strada accettando di fare diversi ruoli, come in Cinque pezzi facili diretto da Rob Rafelson e L’ultima corvè di Hal Ashby. In entrambi i casi riceverà una candidatura all’Oscar. Lo troviamo poi nel celebre film Chinatown di Roman Polanski, con cui otterrà una nuova nomination per la statuetta dorata e si aggiudicherà il Golden Globe come miglior attore protagonista. Negli anni Ottanta lo vediamo al fianco di un altro grande della regia mondiale, Stanley Kubrick, che gli assegnerà la parte di Jack Torrance in Shining. In questo periodo ormai l’attore è uno dei più richiesti in tutto il mondo, tanto che ogni suo lavoro sembra legato ad un forte successo.

Gli ultimi successi

Lo dimostra la decisione di George Miller di assegnargli il ruolo di protagonista ne Le streghe di Eastwick al fianco di Michelle Pfeiffer, Susan Saranon e Cher. Indimenticabile a fine decennio la sua interpretazione di Joker nel Batman diretto da Tim Burton, che lo vorrà per un doppio ruolo per il suo successivo Mark Attacks!. Dopo aver ritirato l’ultima statuetta a fine anni Novanta, Jack Nicholson decide di allontanarsi per qualche tempo da Hollywood. Farà la sua comparsa ne La promessa di Sean Penn. Dopo il successo di A proposito di Schmidt di Alexander Payne, mette di nuovo le distanze fra sé ed il mondo della recitazione. Ricomparirà in The Departed – Il bene e il male di Martin Scorsese nel 2006. Diminuiscono al tempo stesso i ruoli che lo vedono protagonista o co-protagonista, spingendolo a sottolineare dieci anni più tardi di aver iniziato a rifiutare diverse parti.

Dai Ray-Ban alle sopracciglia, il culto di Jack Nicholson

“Non parlano mai dei film”, dice riguardo alla critica in una lunga intervista di fine anni Novanta a Indipendent. Prima di lanciarsi in una breve digressione sul perché voglia essere fotografato solo con i suoi Ray-Ban nero pece in quel periodo. Merito del feticismo della massa, alimentato dai fotografi che accendono le luci su un dettaglio o l’altro. Tutto merito delle sue celebri sopracciglia, che gli conferiscono quello sguardo diabolico che ha ispirato molti registi. Sarà invece la rivista Time ed un abile giornalista a permettere a Nicholson di scoprire la verità sulle sue origini: la sorella maggiore June era in realtà sua madre, mentre quella che chiamava “mamma” era sua nonna. Un altro caso di figli illegittimi, un classico dell’epoca.

“Vorrei solo che il mondo mi ascoltasse di più, invece di preoccuparsi dei miei denti e delle mie sopracciglia, dice dopo. E senza nascondere di essere uno degli attori ad aver guadagnato di più con i suoi film. Un’intelligenza senza pari quella di Jack Nicholson e non solo per il suo intuito finanziario, eredità della madre. Anche nella politica ha dimostrato più volte di avere lo sguardo lungo, ribadendo in diverse occasioni che “nessun uomo è più grande della televisione, nemmeno il Presidente degli Stati Uniti”.

Nei prossimi appuntamenti di Stars of The Silver Screen: Anthony Hopkins, Vincent Price e Gene Wilder.