Giorgia Wurth a Verissimo per parlare del caso Fausto Brizzi, che ha colpito duramente l’ex compagno e la sua famiglia. Il regista italiano è finito in un vortice di accuse durante per diversi mesi, prima che il caso venisse archiviato per mancanza di prove. Giorgia Wurth è sicura che a farne le spese siano stati i familiari di Brizzi, dalla madre Alba alla figlia che ha avuto con l’ex moglie Claudia Zanella. E persino le presunte vittime non sarebbero state tutelate a sufficienza. A Verissimo, Giorgia Wurth rivela di non aver gradito l’attacco mediatico contro il regista e la gogna in cui è finito prima ancora del processo.

Giorgia Wurth a Verissimo “Non sopporto quando un processo viene fatto in tv”

Giorgia Wurth parla a ruota libera nel salotto di Silvia Toffanin e dice la sua in merito allo scandalo che ha travolto Fausto Brizzi. Da un lato la sua denuncia va ad un sistema giudiziario fallace, per via dell’impossibilità delle vittime di abusi di poter denunciare la violenza anche dopo sei mesi dal tragico evento. “Questo però esula dal caso Fausto Brizzi sul quale si è espresso un giudice, che ha archiviato la cosa perché il fatto non sussiste”. Per l’attrice italiana inoltre non va dimenticato che non è stato solo l’ex compagno a diventare il bersaglio dell’opinione pubblica negativa.

A farne le spese sono state anche la figlia, una bambina ancora piccola che forse oggi non si rende ancora conto di quanto è accaduto. E che un domani invece scoprirà tutto, “questo marchio che poi resta impresso a prescindere che il fatto sussista o meno”. Anche le ragazze coinvolte nel caso non sono state protette a sufficienza, per via di quella che la Wurth definisce morbosità. “In quel periodo stavo per partorire e stavo male sia per le ragazze, sia per questo procastinare, sembrava una soap opera a puntate”, dice ancora. Nella lunga intervista video a Verissimo, Giorgia Wurth non nasconde di aver vissuto in prima persona dei tentativi di abusi. Si ritiene abbastanza grande per potersi difendere, anche se di sicuro crede che le più giovani abbiano meno risorse per contrastare l’orco del momento.