Yoast aggiunge Schema.org alle sue librerie e files, facendo marameo a tanti plugin di terze parti che finora hanno gestito l’inserimento del markup. La novità promossa dal colosso dei plugin WordPress non si ferma qua, dato che Yoast ha scelto di superare se stesso e puntare su una nidificazione dei contenuti. Quali attributi sono previsti? E soprattutto, che cosa cambia?

Yoast e Schema.org, lotta ai plugin: chi vince?

Yoast ne sa sempre una più del diavolo e come spiega nel suo comunicato ufficiale “We’re making it easy”. Molti gestori di siti si trovano infatti spesso in difficoltà di fronte alla vasta libreria di Schema.org, che non rende le cose facili ad un primo sguardo. Bisogna innanzitutto conoscere che tipo di attributo bisogna adottare per i post e quale per le pagine, che informazioni globali vanno inserite e quali sono solo raccomandate. Le novità sono molti per i fan del semaforino, che da oggi potranno abbandonare i loro plugin per adottare un’unica soluzione.

Le scelte sono vaste: Yoast prevede attributi del sito (WebPage), organizzazione (Organization) e persona (person), autore (author), breadcrumbslist, SiteNavigationElement e molto altro ancora. Ogni post verrà associato all’elemento Article, che al suo interno ospiterà i diversi attributi correlati. Nell’esempio presente sul sito ufficiale, scopriamo infatti che la vera novità della casa è un’altra.

@id unisce, Yoast divide

Ad un primo sguardo si potrebbe pensare che la novità della release 11.0 sia in realtà insufficiente per le esigenze di molti. Se da un lato può essere così (e lo vedremo fra poco), dall’altro ci sono diversi tips che possono fare la differenza. Uno di questi è l’uso di @ip all’interno dello stesso attributo, utile per dimostrare la connessione fra i vari elementi. Per esempio un articolo è collegato all’autore, che a sua volta fa parte di un’organizzazione o di una persona. Così come le immagini, la url del post e via dicendo.

Cosa rimane “fuori” dal nido? WebPage, Breadcrumblist, WPHeader, WPFooter, SiteNavigationElement e poco altro. Ovvero tutto ciò che fa parte del sito, che può essere specificato con markup apposito di Schema.org, ma che non ha alcuna relazione diretta con elementi specifici come Article.

Che cosa cambia e perché potrebbe farvi storcere il naso

Dopo un primo moto di entusiasmo, potrebbero sorgere alcuni dubbi. Unire Yoast e Schema.org sembra una buona idea all’inizio, ma poi ci si accorge di alcuni particolari. Il colosso dei plugin SEO ha deciso di regalare tutto? Non proprio. Se per esempio gestite un sito di news, potreste non accontentarvi del semplice Article dato che ne esiste uno più specifico: NewsArticle. Ed infatti la stessa casa madre avvisa: per usare questo tipo di attributo legato solo alle notizie, si dovrà adottare News SEO Plugin. Ovvero l’addon ideato proprio per i siti di notizie come i giornali o i blog inseriti in Gnews.

Se invece possedete un WooCommerc oppure un portale in cui vendete prodotti, vi sarà necessario specificare l’attributo Product. Disponibile solo installando WooCommerce SEO Plugin. E se invece possiedi un’attività locale? Niente di più semplice. Ti servirà l’elemento LocalBusiness che offre Local SEO Plugin. Per gli altri, ciccia.

Le vere novità e i dubbi

Da quello che abbiamo appena visto si può dedurre una cosa importante ed ipotizzarne pure un’altra. Yoast ha preferito puntare su attributi generici per accontentare il popolino ed ha offerto allo stesso tempo una pronta alternativa. Se gestite un sito di news e avete il vostro plugin preferito per la gestione della Sitemap apposita, non vorrete di certo adottare News SEO Plugin solo per poter avere l’apposito Schema.org incorporato. Certo, potreste togliere un servizio esterno e rimanere con uno soltanto. Va ricordato però che il plugin che abbiamo appena citato non è gratuito e che va pagata una discreta somma all’anno per poterlo utilizzare. Esattamente come tutti gli altri.

Se poi avete già un vostro plugin per gestire Schema.org per i NewsArticle, con buona probabilità vi ritroverete a dover scegliere che cosa mantenere attivo. Nel momento stesso in cui aggiornerete il vostro dispensario di semaforini all’ultima versione, vi ritroverete per esempio con Schema App in crash [è successo a noi, ndr]. E quindi dovrete decidere se pagare Yoast oppure optare per un altro plugin (che nella maggior parte dei casi si rivelerà incompleto).

Vuoi vedere invece che la mossa del big SEO sia in realtà un’altra? Ovvero una grande operazione di marketing mirata a promuovere alcuni dei vantaggi che rendono luccicanti le altre offerte del brand?