Remigio da Varagine è uno dei personaggi de Il Nome della Rosa e verrà interpretato dall’attore italiano Fabrizio Bentivoglio. Un monaco dolciniano che ha cercato la salvezza grazie alla riservatezza dell’abbazia e che si ritroverà a dover pagare per colpe non commesse. Remigio è l’amico di Salvatore, che ha salvato diversi anni prima e che ha portato con sé nella fuga dall’Inquisizione.

Remigio da Varagine ne Il Nome della Rosa, differenze fra film e serie

Non è la prima volta che il romanzo di Umberto Eco approda nel mondo dello spettacolo. Nell’86 il film omonimo ha affidato all’attore Elmut Qualtinger il ruolo di Remigio, il dolciniano che da stasera conosceremo grazie all’interpretazione di Fabrizio Bentivoglio. Accusato di eresia, il monaco è riuscito a salvarsi dal rogo dell’Inquisizione e trasferirsi in abbazia nascondendo il suo passato. Aver assistito alla morte dell’amata Margherita lo ha spinto tuttavia a bere vino per annacquare i dispiaceri. Facoltà che gli viene regalata dalla mansione che lo vedrà diviso fra cucine e celle.

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Nella pellicola, Remigio non avrà un ruolo importante per lo sviluppo della trama. Come verrà raccontato sul piccolo schermo, verrà riconosciuto da Bernardo Gui come dolciniano e condannato per eresia. Verrà tradito dall’amico Salvatore, vittima del suo senso di rivalsa nei confronti dell’Inquisizione. Nella serie, Remigio invece servirà da collante per giustificare la presenza della figlia di Dolcino nel presente. Anna infatti cercherà di salvarlo e di restituirgli il favore che il monaco le ha fatto diversi anni prima, quando ha impedito che venisse uccisa nello stesso rogo dei genitori. Una verità non ancora emersa convincerà tuttavia la ragazza a ritornare sui suoi passi.

Un amore perduto

Il passato nella setta di Dolcino ha permesso a Remigio di sporcarsi le mani di sangue. Dal punto di vista storico non è chiaro se i seguaci dell’eretico abbiano davvero compiuto dei furti ai ricchi per amore di Giustizia, anche se alcuni reati vengono attribuiti al gruppo e legati più ad un discorso di sopravvivenza. Remigio deciderà di proseguire sulla strada della povertà unendosi ai francescani, lo stesso ordine che diversi anni prima provocherà la nascita degli eretici Apostolici. Il pensiero degli atti tremendi compiuti al fianco di Dolcino, convinceranno Remigio a dover affogare i propri sensi di colpa nell’alcool.

Il suo tormento sarà però ancora più pesante a causa dell’amore che ha sempre provato per Margherita, mai confessato alla luce del giorno. E questo anche se i dolciniani non seguivano i voti di castità e vivevano come promiscui. La fedeltà verso Dolcino impedirà forse al monaco di dire la verità sui suoi sentimenti verso la donna. Nella miniserie, sarà questo il vero motivo che lo obbligherà a salvare la piccola Anna. Un ultimo atto d’amore nei confronti di Margherita ed il mantenimento di una promessa fatta alla donna.

Il monaco dalla fede vacillante

Nel passato raccontato ne Il Nome della Rosa, Remigio giura fedeltà a Dolcino e gli volta poi le spalle per salvare la propria vita. La sua fede verrà compromessa proprio quando l’Inquisizione farà la sua incursione per annientare la setta: il monaco vedrà in questo segno una volontà Divina che lo convincerà di aver sbagliato a diventare dolciniano. Anche per questo la vita monastica diventerà per il personaggio l’unico modo per ritornare alla retta via, al cuore di un Vangelo che parla di povertà. In un certo senso, la spiritualità di Remigio si spegnerà quando si accenderanno le fiamme del rogo di Margherita.

Ed è per questo che nella miniserie il monaco sembrerà riprendere vita grazie all’arrivo di Anna. Il cambiamento avvenuto in tanti anni lo persuaderà a rivelare alla ragazza un fatto importante e tragico che le ha tenuto nascosto. Il vero motivo del suo senso di colpa. Le conseguenze per Remigio saranno immediate: non solo la giovane si rifiuterà di impedire la sua condanna, ma prima verrà tradito dall’amico Salvatore. Incapace di comprendere la portata delle sue parole, il monaco non esiterà ad incriminare il dolciniano. La sua testimonianza sarà una delle poche prove in mano a Bernardo.

Remigio de Il Nome della Rosa visto da Fabrizio Bentivoglio

Fabrizio Bentivoglio parla del suo ruolo nella serie di Rai 1 grazie ad un’intervista extra su Raiplay, dove sottolinea come Remigio sia un animo tormentato. Crede di aver lasciato quel passato inconfessabile alle spalle, anche se scoprirà che non è così. Il monaco non accetta se stesso ed avrà modo di riscattarsi nel finale, quando ammetterà le proprie colpe. Non si parla quindi della condanna dell’Inquisizione, ma la liberazione di quel peso che si trascina da tempo.

“Riuscirà a liberarsi da questi tormenti solo confessando i segreti ed espiando anche per le colpe che non ha commesso”, continua l’artista. Per riuscire ad interpretare il suo personaggio, Bentivoglio ha svolto delle ricerche personali ed ha riletto il romanzo di Eco. Non solo, ha studiato lo scritto e si è concentrato sulle battute che avrebbe dovuto pronunciare in inglese. Ne Il Nome della Rosa, Remigio ha regalato all’attore una sequenza di scene che ancora oggi si porta addosso.