Sting. Nella mente di una rockstar: il documentario dell’ex leader dei Police è un viaggio speciale all’interno del suo grande genio musicale. In onda su Ghiaccio Bollente nella seconda serata del 29 gennaio 2019, lo show rivelerà dalle 22.40 il funzionamento del cervello del grande artista. Un esperimento che Sting ha accettato di fare grazie alla ricerca del professor Daniel Levitin, che lo ha sottoposto ad alcuni test per scoprire il legame fra cervello e musica.

Sting. Nella mente di una rockstar mette a “nudo” il grande musicista

Il professor Levitin ha avviato il suo progetto di ricerca per la McGill University di Montreal per stabilire le connessioni profonde fra le diverse aree del cervello. Nel documentario, lo scienziato ha messo alla prova Sting grazie a diverse sessioni di risonanza magnetica per analizzare come l’ascolto possa influenzare l’abilità di un musicista. Come pensa un grande artista come Sting? Lo riveleranno le reazioni del suo cervello di fronte alla musica, grazie ad esperimenti mirati al legame fra l’arte ed il cervello umano. Si parla addirittura anche di una memoria presente prima della nascita, che si anniderebbe proprio all’interno del nostro più prezioso gioiello.

Tutto ancora da esplorare e pieno di misteri, se si pensa che diverse aree sono ancora oggi del tutto sconosciute. Ed ancora il ruolo delle emozioni come piedistallo, che nel caso della musica sono in grado di rimanere invariate anche di fronte a malattie degenerative come l’Alzheimer. Il documentario analizzerà in particolare anche che cosa succede nel cervello di Sting mentre compone la sua musica, quale aree si attivano e quali invece vengono messe in standby.

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