La storia di Marianna Manduca è tristemente simile a molte altre. Sono sempre di più le vittime di femminicidio in tutta la nazione ed a livello internazionale. Le statistiche segnalano un crescendo di violenza in cui la donna subisce spesso le violenze di un marito padrone, di un compagno rancoroso. E non sono le uniche ad essere vittime. Anche i loro figli, frutto di un amore mai nato e malato devono pagare lo stesso scotto. Lo dimostra il film I nostri figli, in onda su Rai 1 il 6 dicembre 2018, che rivisita quanto accaduto a Marianna ed i suoi tre bambini.

“Con questo ti ucciderò”, Saverio annuncia il delitto dell’ex moglie

Gli intenti di Saverio Nolfo non sono segreti. Lo sa persino Marianna Manduca che finirà per ucciderla. Dopo un matrimonio e tre figli, la donna decide di allontanare il marito troppo violento. Cose che succedono in tante famiglie, ma evento che assumerà presto contorni drammatici. In quella Sicilia dei primi anni Duemila la divisione fra marito e moglie mette spesso in cattiva luce la donna, altre volte la abbandona.

Ed è questo che succederà a Marianna fin dai giorni successivi alla separazione. Non servirà a nulla denunciare Saverio una volta. E non basterà farlo per dodici volte. Alla fine Saverio Nolfo riuscirà a bagnare con il suo sangue le strade catanesi. Il cugino di Marianna sarà fra i primi a sapere del delitto ed a prendersi a cuore il destino dei tre bambini lasciati orfani da uno Stato sordo. Deciderà così di allargare la famiglia e chiederne l’affidamento, con l’aiuto della moglie. Carmelo Calì diventa così il nuovo padre di cinque bambini, mentre il lavoro fatica ad ingranare. Saverio invece finisce in carcere dopo aver ammesso di essere colpevole, subito dopo aver colpito Marianna con diverse coltellate.

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I giudici condannano lo Stato ad un risarcimento per danno patrimoniale

Dopo diversi anni di battaglie, Carmelo riesce a fare quel passo significativo per assicurare una vera Giustizia alla memoria della cugina scomparsa. Il Tribunale di Messina condannerà lo Stato Italiano per non essere riuscito a proteggere la donna ed i suoi bambini. La sentenza tuttavia verrà impugnata tempo dopo la decisione della Cassazione di accogliere la richiesta dei figli di Marianna. Un ottimo risultato per Carmelo e per i ragazzini, oltre che per l’associazione Insieme a Marianna che il cugino sceglierà di creare in sua memoria. Al loro fianco gli avvocati Licia D’Amico e Alfredo Galasso che assieme alla moglie Paola aiuteranno Calì ad ottenere finalmente un esito positivo per la battaglia giudiziaria.

Le ultime parole della vittima

Marianna esporrà denuncia più volte contro l’ex marito, da cui si era separata da un anno. La prima volta nel luglio del 2007, a distanza di cinque giorni dall’ultima minaccia. Il 3 settembre una nuova denuncia: Saverio Nolfo ha già superato il limite e puntato il coltello contro la donna. Eppure le autorità rimangono in silenzio, mentre in Marianna aumenta sempre di più la consapevolezza di poter morire. Il 3 ottobre dello stesso anno, Nolfo l’attenderà sotto casa con un coltello a serramanico di quasi 10 cm.

“Non so più cosa fare, temo per la mia incolumità, non mi rimane altro che continuare a denunciare nella speranza che qualcuno mi ascolti”.

Non è escluso che la stessa arma sia stata usata da Nolfo in tutte le occasioni in cui ha minacciato l’ex moglie. L’uomo verrà condannato nei mesi successivi, mentre si dovrà attendere il maggio dell’anno scorso prima che i giudici condannino i Magistrati siciliani per inerzia. Marianna Manduca invece sapeva benissimo come sarebbe andata a finire.