Omicidio Piazza Armerina – Sale a tre il numero degli indagati per il delitto di Giuseppe Avvenia, il commesso ucciso da un sicario nel 2008. Oltre al pregiudicato Umberto Castronovo, finiscono nel registro degli inquirenti altri tre nomi, che si aggiungono a quelli di Aldo Consoli e Giuseppe La Rosa.

Umberto Castronovo non sarà l’unico a finire sul banco degli imputati per l’omicidio di Giuseppe Avvenia, avvenuto fra il 2 ed il 3 ottobre del 2008. Il pregiudicato di Piazza Armerina sta scontando attualmente 23 anni per l’omicidio di Carmelo Governale, avvenuto nel 2007. Altre condanne sono state comminate agli altri tre complici, Roberto e Giuseppe La Rosa e Aldo Consoli, conosciuto come “lo scienziato”. I tre sono stati condannati in via definitiva. Gli inquirenti stanno invece indagando ora su altri due presunti mandanti, Giuseppe Magro e Giuseppe Lombardo. I due uomini erano già stati arrestati nel 2014, sottolinea Il Giornale di Sicilia, ma vennero rimessi subito in libertà. In seguito venne annullata ogni accusa a loro carico riguardo all’omicidio di Giuseppe Avvenia.

Omicidio Piazza Armerina | Il piano

Secondo l’accusa, l’omicidio di Giuseppe Avvenia si sarebbe consumato a causa dei rancori fra Consoli, Magro e Lombardo, oltre che di contrasti fra la vittima e Umberto Castronovo. Quest’ultimo avrebbe fornito le munizioni ai complici, che seguivano un programma messo in atto da Aldo Consoli. La tesi dell’accusa ruota tutta attorno al ruolo che Giuseppe Avvenia avrebbe avuto in tutto questo, per via del traffico di droga in cui voleva far rientrare Castronovo. I tre complici, ad esclusione di Castronovo, avrebbero poi assoldato i fratelli La Rosa per compiere l’omicidio: la ricompensa era di 4 mila euro.

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Omicidio Piazza Armerina | Le condanne

L’omicidio di Giuseppe Avvenia ha già visto tre condanne definitive. A Giuseppe La Rosa sono stati dati 16 anni di carcere, uno in meno rispetto a quanto assegnato al fratello Roberto. Aldo Consoli invece ha ricevuto la medesima condanna, anche lui dovrà sottostare al regime carcerario per 16 anni. Per Giuseppe Magro e Giuseppe Lombardo non si tratta invece del primo processo, dato che sono stati assolti in primo grado. Come riporta ViviEnna, il prm Marcello Cozzolino presentò all’epoca ricorso ed ottenne l’annullamento del verdetto.