Roberta Ragusa non è mai stata ritrovata, eppure è stata cercata ovunque. Anche in quel campo che è ritornato al centro delle indagini in seguito ad una segnalazione. La famiglia di Roberta non si è mai arresa ed anche se Antonio Logli è stato condannato a 20 anni in primo grado, l’unico desiderio è ritrovato il corpo della donna e dargli degna sepoltura.

La cugina di Roberta Ragusa, Maria, ha sottolineato infatti a Giallo che la famiglia della mamma di San Giuliano Terme attende ancora di ritrovare il suo corpo, a cinque anni di distanza dalla sua scomparsa. In questi giorni, scrive il settimanale, l’Associazione Penelope Italia ha presentato una richiesta dettagliando alcuni particolari che riportano verso la villa di Antonio Logli. E’ qui che secondo i responsabili dell’organizzazione, si troverebbe il corpo di Roberta Ragusa. La richiesta si basa inoltre su una testimonianza che non sarebbe stata presa in giusta considerazione. Riguarda la deposizione di Roberto Costa, che abita a breve distanza dalla famiglia Logli.

Roberta Ragusa: Il testimone

Il testimone sostiene che nelle ore successive alla scomparsa di Roberta Ragusa, Antonio Logli si aggirava all’interno di un terreno nelle vicinanze della villa e comunque di sua proprietà. Roberto Costa è stato ascoltato per la prima volta dagli inquirenti nel 2012, due mesi dopo la scomparsa di Roberta Ragusa. In realtà la deposizione dell’uomo riguarda la madre 78enne, che nel gennaio del 2012 avrebbe visto Antonio Logli ed il padre Valdemaro aggirarsi nel campo.

“L’ultima volta che io ho visto qualcuno nel predetto terreno risale alla scorsa estate e precisamente nel mese di agosto del 2011, quando ho notato Antonio lavorare con un Bocat per rimuovere e ripulire il terreno”

Roberta Ragusa: Il mistero del campo

Questo un estratto della dichiarazione di Roberto Costa, che secondo l’Associazione Penelope nasconderebbe importanti indizi sulla scomparsa di Roberta Ragusa. Antonio Logli infatti non usava mai quel terreno ed il fatto che ci sia tornato a distanza di così tanto tempo, proprio in prossimità della scomparsa della moglie, potrebbe rappresentare un elemento importante per le indagini. Non appare chiaro infatti il perché Antonio Logli sia ritornato in quei luoghi per cercare la moglie o se possa essersi tratta di una coincidenza.

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L’uso dei cani molecolari nel caso di Roberta Ragusa

Lo stesso terreno inoltre sarebbe stato indicato dallo stesso marito di Roberta Ragusa in un servizio di Chi l’ha visto, in cui parla del percorso seguito dai cani molecolari. Se l’unita cinofila ha rilevato delle tracce in quell’area, è possibile che siano presenti ancora degli oggetti della vittima? La richiesta dell’Associazione Penelope riguarda proprio l’utilizzo ulteriore dei cani molecolari, gli unici in grado di individuare il corpo di Roberta Ragusa.

“noi siamo convinti che il cadavere della signora Ragusa si possa trovare nei terreni adiacenti dall’abitazione di Antonio Logli”

Roberta Ragusa e i figli

La tesi viene sottolineata anche dall’avvocato Nicodemo Gentile, rappresentante legale dell’Associazione. Secondo il legale, la testimonianza di Roberto Costa indica un dettaglio importante su cui bisogna ritornare e che potrebbe portare alla svolta nelle indagini.

“Abbiamo capito che Logli non parla. Ma suo figlio Daniele, che oggi è maggiorenne, dovrebbe chiedere in modo aperto e pubblico di sapere perché la sua mamma è stata uccisa e soprattutto dove è stato nascosto il corpo”