Massimo Bossetti ritorna in aula per sottoporsi al giudizio della Cassazione. La sentenza dei primi due gradi di giudizio verrà confermata? In questi mesi i legali del muratore di Mapello hanno realizzato un fascicolo corposo nel tentativo di distruggere le tante prove in mano all’accusa. Massimo Bossetti potrebbe quindi ricevere una condanna più mite, ma solo nel caso in cui giudici accetteranno le motivazioni della difesa.

Sentenza della Cassazione su Massimo Bossetti

Continua a proclamarsi innocente Massimo Bossetti, accusato di aver ucciso la piccola Yara Gambirasio. Come già accaduto in passato, il muratore richiede che venga fatta una nuova perizia sul DNA che lo ha incastrato. Una prova regina agli occhi dell’accusa e nulla invece a quelli della difesa. La Corte di Cassazione si è già riunita questa mattina per decidere se confermare la condanna all’ergastolo oppure annullare la sentenza senza rinvio. Esiste inoltre una terza possibilità: i giudici potrebbero accogliere le obiezioni dei legali di Bossetti e riaprire un nuovo processo.

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Gli elementi in mano all’accusa

Sono trascorsi otto anni da quando Yara Gambirasio è scomparsa a Brembate di Sopra, per poi essere ritrovata tre mesi dopo priva di vita. L’arresto di Bossetti avverrà invece solo quattro anni più tardi, grazie a diversi elementi chiave per l’accusa. Dal DNA rilevato sul corpo della vittima fino al furgone inquadrato dalle telecamere vicine alla palestra, da cui Yara si è allontanata il giorno della scomparsa. Le fibre trovate sul suo corpicino e compatibili con la tappezzeria del mezzo del muratore, fino alle sferette metalliche che collegano il delitto al mondo dell’edilizia. Senza considerare che Bossetti non ha un alibi per il giorno del delitto.

La risposta della difesa

Sono 23 i motivi che i difensori di Massimo Bossetti hanno sviscerato nel ricorso. In prima linea i tanti perché i giudici della Cassazione non dovrebbero tenere in considerazione la traccia genetica, che avrebbe “tante criticità”, come hanno sottolineato i legali a Adnkronos. In alternativa dovrebbero concedere una perizia per sfatare ogni dubbio, specialmente per l’assenza di materiale mitocondriale. Un aspetto di poco conto a sentire l’accusa, ma essenziale invece per gli avvocati di Massimo Bossetti per dimostrare la sua colpevolezza al di là di ogni ragionevole dubbio.