Omicidio a Modena – Ultime notizie sul serial killer già messo agli arresti. Il 34 enne arrestato dalle autorità sarebbe stato incastrato dai resti di un libro di scuola, di proprietà della figlia della compagna e rinvenuti al fianco della 31enne uccisa a San Donnino. L’uomo è accusato anche di altri reati avvenuti nella provincia di Modena, una violenza sessuale avvenuta ad agosto a Modena ed il tentato sequestro di una diciottenne di Savignano sul Panaro.

Omicidio a Modena, caccia al serial killer: ecco come è stato identificato

Sono almeno tre i reati commessi dal 34enne di Savignano sul Panaro con precedenti di furto e tossicodipendenza. L’uomo si trova agli arresti dopo essere stato identificato grazie ad un particolare, collegato al ritrovamento del corpo bruciato di una rumena di 31 anni. Il cadavere di Neata Vasilica Nicoleta è stato rinvenuto infatti lo scorso 30 agosto a San Donnino, ma sei giorni prima l’indagato avrebbe commesso degli abusi a Zocca ed in seguito un tentativo di violenza nella cittadina di residenza.

Alla guida delle indagini il pm Claudia Natalini e Marco Imperato, al fianco del pm Lucia Musti. Il ritrovamento del corpo carbonizzato di Neata ha permesso alle autorità di inchiodare il suo assassino, dopo aver identificato la vittima grazie ad un chiodo endomidollare. Sono stati determinanti infatti i resti di un libro di scuola, che il 34enne avrebbe dato alle fiamme insieme al corpo della donna. Il cerchio si è stretto quando al controllo del GPS dell’auto si è scoperto lo spostamento dell’indagato. Sulle prime l’uomo avrebbe affermato che la rostituta sarebbe stata uccisa in realtà da alcuni protettori.

La donna di Zocca che è stata violentata lo scorso agosto è fra le conoscenze dell’arrestato. La giovane 18enne è riuscita invece a fuggire lo scorso 2 settembre, dopo essere stata prelevata con forza. Secondo le autorità, sottolinea Il Resto del Carlino, non è escluso che l’uomo avrebbe ucciso la ragazza una volta completato il suo piano. Il sospetto deriva dal fatto che sono entrambi residenti dello stesso paesino e che questo particolare avrebbe potuto mettere in difficoltà il sequestratore e autore dell’omicidio di Modena, forse un certo Raffaele Esposito (Chi l’ha visto).