The Sinner 2×08 recensione – Siamo arrivati al finale di stagione. L’ultima puntata della seconda stagione, Part VIII, mette ordine fra tutti i tasselli rimasti ancora scomposti. All’interno di un quadro dove intrigo e intreccio si mescolano con il sangue. The Sinner 2×08 rimpasta ancora una volta la sua trama e ci guida verso una serie di colpi di scena: attenzione agli SPOILER.

The Sinner 2×08 sinossi in breve

Vera e Julian cercano rifugio a Chinatown, dove le cose si complicano ancora di più. Brick informa Ambrose del ritrovamento di alcuni documenti che puntano dritti al capo della Polizia. La soluzione ad un dubbio porta poi fino a Jack, il padre di Heather. Nel passato, Jack mette a letto Heather dopo averla accompagnata, ubriaca, a recuperare Marin.

The Sinner 2×08 recensione e analisi dell’episodio

Il primo punto interrogativo è: chi ha ucciso Marin? Dobbiamo credere al medico legale, forse al soldo di Mosswood? Mentre i piani alti della comunità sono sempre più marci, è dal basso che avviene una piccola rivolta. Lo dimostra l’agente Brick con il suo gesto: ha scoperto che Lidell ha nascosto importanti informazioni. Dopo aver affrontato il tema della maternità a lungo, forse è arrivato il momento di concentrarci sullo step successivo. Madre e figlio, rappresentati da Vera e Julian e padre e figlia, ovvero Heather ed il suo sospettoso genitore.

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Le colpe dei padri uccidono i figli

Prendersi cura del figlio, essere disposti a tutto come madre o padre. Per Vera vuol dire mettere al sicuro Julian e portarlo lontano da una società che lo rinchiuderebbe ancora in una cella. “Stavo solo cercando di proteggerti”, dice infatti Vera consapevole di aver complicato le cose. Per il padre di Heather vuol dire invece nascondere le cose alla ragazza, fare in modo che conosca solo una verità superficiale. In entambi i casi, i danni e le conseguenze sono devastanti.

La verità su Julian

Avevamo già intuito fino a che punto potesse essere viscido Jack, molto prima della messa in onda di The Sinner 2×08. C’è un motivo profondo se Marin ha scelto di allontanare l’amica. Paura, vergogna. La volontà di non essere incolpata forse anche per la violenza subita da un uomo che avrebbe potuto essere suo padre. E si spiega anche come mai non avesse alcun senso di maternità. Quanto si sarà odiata, per il frutto di quell’unico rapporto non voluto? Impossibile per Marin prendersi cura di Julian, prima che il tempo iniziasse a guarire certe ferite.

The Sinner 2 episodio 8, Heather

Zach Dilgard/USA Network

Una questione di fiducia

La scelta di Julian invece è lineare con il suo personaggio. Di chi si può fidare? Della donna che lo ha cresciuto nella menzogna? Solo di Ambrose, il detective che con le sue debolezze e le sue pesanti verità è riuscito ad essere credibile. Per questo in The Sinner 2×08 non esita a contattarlo e poi fa il primo vero gesto da adulto: dire a Vera che vuole tornare indietro e costituirsi. Non importa ciò che succederà. Vuole prendersi le sue responsabilità per tutto. Vera del resto gli ha mentito su qualsiasi cosa, persino sugli effetti che avrebbe avuto la pianta una volta infusa in un tè.

Un lieto fine a metà

Ambrose deve ancora affrontare la sua di verità. O molte delle verità che si trascina dentro da fin troppo tempo. Non solo aver dato fuoco alla casa e non di certo per uccidere la madre. Il suo unico desiderio era che la sua indifferenza terminasse. Che finalmente la donna lo guardasse, riuscisse a riconoscerlo come figlio e persona reale. Ed è lo stesso motivo che lo ha spinto a cercare spesso la morte o quasi. La ricerca spasmodica del dolore, della sofferenza per mano di una donna. Simboli di distruzione e punizione.

The Sinner 2 episodio 8, Julian

Zach Dilgard/USA Network

Conclusioni

Il finale di stagione di The Sinner 2×08 ci mostra il contrasto fra due diverse realtà. Vera dovrà fare i conti con la fine di tutto. Per questo deciderà di bruciare Mosswood e tutti i segreti legati alla struttura. Per Julian vuol dire invece iniziare una nuova vita in modo positivo, partendo da quelle Cascate del Niagara che avrebbe voluto vedere fin dall’inizio. Anche per Heather si tratta di ricominciare da capo. Chiuso il capitolo Marin e liberata dal senso di colpa, forse inizia persino a pensare a Julian come suo fratello.

L’unico punto interrogativo è Ambrose. Per quanto si sforzi di fare del bene e aiuti gli altri, l’unico che non riesce davvero ad aiutare è se stesso. Un’accusa identica mossa a Vera durante la loro famosa seduta nella baita. E quel sentimento, quella consapevolezza di se stesso è racchiuso in quell’attimo in cui la sua espressione cambia radicalmente. Ambrose è felice di aver soddisfatto il desiderio di Julian, come se avesse appagato il fanciullo che urla ancora dentro di lui. Ma si tratta solo di superficie, mentre una parte di lui continua a vivere nella stessa ricerca dell’oblio. La nostra recensione di The Sinner 2×08 termina qui: speriamo di avere presto buone notizie sulla terza stagione!