The Sinner 2×07 recensione – Siamo arrivati ad un passo dalla conclusione della seconda stagione. “Part VII” ci regala qualche sconvolgente verità ed informazioni utili per risolvere il caso. La nostra recensione di The Sinner 2×07 contiene ovviamente numerosi SPOILER: non andare avanti se non hai visto l’episodio.

The Sinner 2×07 sinossi in breve

Ambrose intuisce che Julian è stato rapito e scopre che il responsabile potrebbe essersi spostato a bordo di un camper. Heather dovrà fare i conti con una verità che non avrebbe mai sospettato. Nel passato, Vera impedisce a Marin di riprendere con sé Julian. Bess però crede alle parole della ragazza e sceglie di fare di tutto per aiutarla. Anche allontanarsi da Mosswood con il ragazzino.

The Sinner 2×07 recensione e analisi episodio

Iniziamo dalla verità che abbiamo intuito già a metà stagione: Marin è viva. La ragazza si è allontanata da Mosswood per rinchiudersi poi in un convento di suore. Qui è riuscita a ripulirsi dalla tossicodipendenza e maturare la sua consapevolezza di essere madre. Peccato che Vera non intenda lasciare andare via Julian e per questo sceglie di non rivelargli nulla su Marin. Dopo tutto è lei la vera madre, non la ragazza che anni prima l’ha partorito. E fin qua, sembra tutto fin troppo lineare con quanto affermerà anni dopo ad Ambrose. Qualcosa però non quadra.

La trasformazione di Marin

Il ritorno di Marin in The Sinner 2×07 non ha solo il potere di fornirci qualche certezza in più. Sapevamo che poteva essere ancora viva da tanto tempo. Di certo non immaginavamo però quanto si fosse avvicinata a Julian prima del duplice omicidio. Marin ci spinge inoltre a riprendere in considerazione uno dei punti centrali della seconda stagione, ovvero la maternità. Nelle scorse puntate forse siamo arrivati a simpatizzare per Vera ed il suo improvviso senso materno. Per questo abbiamo persino giustificato la sua volontà di fare le veci di Marin solo per il benessere di Julian.

Madre o mietitrice?

Forse abbiamo espresso nei primi episodi un giudizio fin troppo affrettato su Marin. L’abbiamo vista del resto attraverso gli occhi di Vera e delle sue emozioni. Per questo ci è apparsa una cattiva madre. E forse lo è stata davvero. Il sentimento negativo nei confronti di Vera però ritorna nel momento stesso in cui realizziamo che la causa dei traumi di Julian è proprio lei. Sua la colpa: se il ragazzino inizia ad essere ossessionato dal famoso incubo, la responsabilità è solo della sua presunta madre. L’istinto omicida del ragazzino inizia quindi per volontà di Vera e non perché minacciato da Marin o perché vittima di chissà quale crisi d’abbandono. Dopo tutto in quel momento non è al corrente della verità sulla sua nascita.

Vera cambia di nuovo le carte in tavola

Vera però è anche una vera leonessa. Ed è in quel momento in cui gli agenti le mettono le mani addosso che vediamo tutta la sua forza. La rabbia ed anche la fragilità di una donna disperata. La troviamo infatti tempo dopo in Centrale e con un volto profondamente cambiato. Se il figlio è stato rapito, la colpa è solo di quelle autorità che non l’hanno mai protetta. C’è un motivo profondo se Vera ha sempre osteggiato i piani alti del Dipartimento: sa quanto possono essere corrotti. Cambia però ancora una volta durante la visita del suo avvocato e questa trasformazione improvvisa, da rabbiosa a spaventata, da disperata a macchinatrice, che ci spinge a provare dei dubbi nei suoi confronti.

La rivoluzione di Heather da donna a poliziotta

Heather per la prima volta si toglie i panni di agente in ansia e prende in mano la situazione. Mentre gli uomini discutono, quelli che l’hanno sempre relegata in secondo piano, la detective decide di diramare l’allarme per il rapimento di Julian. Una mossa decisiva che le permette di scavalcare senza colpo ferire persino il suo superiore. “Ho rovinato tutto per lei e lo devo rifare adesso“, dice nelle ultime battute di The Sinner 2×07 ad Ambrose. Una frase emblematica che ci porta ad escludere che il suo senso di colpa sia collegato alla successiva localizzazione di Marin. Anche in questo caso, qualcosa non quadra.

A tutto Ambrose

Ambrose è il tipico cane sciolto. Al primo posto il benessere degli stessi sospettati di omicidio. Così per Cora e così anche per Julian. Per questo non si ferma di fronte allo stop dato dalla Polizia del posto. Seguendo le tracce come un segugio e non senza Heather, riesce a trovare il camper visto di fronte alla casa famiglia in cui Julian era ospite. Intuisce la verità, segue le tracce e ad un certo punto si perde. Il timone viene assunto da una ben più determinata Heather. Quest’ultima in realtà ha sempre e solo un unico desiderio: riabbracciare Marin. Un moto d’animo che ancora una volta verrà stroncato sul nascere.

Conclusioni

La settima puntata ci ha regalato molte risposte e continua a non risponderne ad altre. Apprezzabile il fatto che dettagli in apparenza insignificanti, come i resti ritrovati nel lago e poi scollegati forse dal caso, vengano sfruttati per aumentare l’alone di mistero. Alcuni punti tuttavia risultano fin troppo scontati, come il ritorno di Marin. Eppure lo shock non manca, soprattutto per quanto riguarda la psicologia dei personaggi. Veniamo spinti di volta in volta in un’altalena di giudizi.

L’unico che rimane ancora a guardare è Ambrose, che di sicuro ha intuito come qualcosa strida fin troppo. Non ci viene detto ancora nulla sul padre di Julian e qualcosa ci dice che non sia una verità da trascurare. Forse possiamo dare per scontato che Terry, l’uomo di fiducia di Vera, il suo cane da caccia, possa aver ucciso Marin per riportare a casa Julian. A casa dove? Sotto l’ala di Vera, forse mai guarita dalle sue turbe psichiche? No, forse Il Faro dovrà tornare ancora. La nostra recensione di The Sinner 2×07 non può che terminare con un grande punto interrogativo: cos’altro non sappiamo?