Storie Maledette ritorna nella terza serata di Rai 3 di lunedì, 24 luglio 2017. Franca Leosini ripercorrerà uno dei più grandi misteri della cronaca italiana, l’omicidio del regista italiano Pier Paolo Pasolini. A pochi giorni di distanza dalla morte di Pino Pelosi, accusato del delitto, la conduttrice ripercorrerà tutte le tappe del caso.

La morte di Pier Paolo Pasolini continua a rimanere senza un perché. L’accusa fatta a Pino Pelosi, reo confesso in circostanze sospette, non ha chiarito quanto accaduto al celebre regista e scrittore. A provare a fare un po’ di luce su quest’oscura vicenda sarà Storie Maledette, che grazie ad interviste esclusive, seguirà ogni passo del caso. Le stesse che poi hanno spinto i giudici a riaprire le indagini a distanza di diversi decenni dall’omicidio e che ancora una volta hanno fatto dubitare della colpevolezza di Pino Pelosi.

Storie Maledette, puntata speciale del 24 luglio

Chi può aver ucciso Pier Paolo Pasolini? Un interrogativo che finora non ha avuto risposte e che ruota attorno alla vita privata e professionale dello scrittore. Innovatore in un’Italia ancora retrò, Pasolini amava scendere fra la gente e raccontare storie altrimenti destinate a rimanere nell’ombra. Nei loro molteplici incontri, Pino Pelosi ha rivelato diversi segreti proprio alla timoniera di Storie Maledette. A rivelarlo è proprio Franca Leosini in un’intervista a La Stampa, a poche ore di distanza dalla morte del condannato.

Storie Maledette ritorna al novembre del 1975

Per comprendere quanto è accaduto a Pier Paolo Pasolini bisogna ritornare a quella notte del 2 novembre del 1975. Lungo l’Idroscalo di Ostia viene ritrovato infatti il corpo privo di vita del regista, ma solo in un secondo momento si capirà con certezza la sua identità. All’epoca Pino Pelosi è solo un ragazzino di 17 anni e le indagini si concentrano su di lui non appena viene fermato dalla Polizia, quella stessa notte. Pelosi sta guidando infatti l’auto di Pier Paolo Pasolini.

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Da l’Ombra del giallo a Storie Maledette: la rivelazione di Pino Pelosi

La confessione di Pino Pelosi arriva a poche ore di distanza dal ritrovamento del corpo di Pasolini. Il giovane riferisce alle autorità di aver ucciso lo scrittore per sfuggire alle sue avance, ma in seguito ritratta tutto. In quegli anni Franca Leosini è ben distante da Storie Maledette, ma è comunque concentrata sui gialli del nostro Paese. Conduce infatti Ombre sul giallo e riceve la telefonata di Pino Pelosi, che le chiede un incontro segreto.

“Mi disse che essendo morti i genitori, non aveva più pausa che venissero ammazzati per le sue rivelazioni”

Quello che le racconta Pelosi è un dato molto noto a chi conosce il caso di Pier Paolo Pasolini. Sulla scena del crimine quella notte non c’è infatti solo il 17enne, ma anche altre persone. Le stesse che lo hanno tenuto fermo e picchiato in modo brutale il regista. Grazie a questo particolare, la conduttrice di Storie Maledette ottiene la riapertura del caso.

La conduttrice di Storie Maledette: “Gli assassini sono ancora vivi”

Il primo incontro vis a vis fra Pino Pelosi e Franca Leosini risale in realtà al 1998. E da allora i loro contatti sono stati costanti e frequenti, tanto che la conduttrice si offre per trovare lavoro all’ex detenuto una volta uscito dal carcere. E non solo, perché quando Pelosi in seguito si ammala gravemente, è la stessa Leosini a garantirgli le cure adeguate in forma gratuita. Secondo la creatrice di Storie Maledette, Pino Pelosi non le ha mai raccontato tutta la verità sulla morte di Pier Paolo Pasolini ed è convinta che gli assassini siano ancora vivi. Perché?