Harvey Weinstein non ha tardato a far sentire la sua voce in seguito alle ultime presunte rivelazioni su Asia Argento. L’attrice italiana è forse fra le maggiori attiviste delle accuse di abusi dirette contro il produttore americano, che ha deciso di esprimere le sue idee tramite i propri legali. Harvey Weinstein continua intanto a dichiararsi innocente per tutte le accuse che gli sono state mosse in prima persona e forse ora crede di avere una piccola prova a sostegno delle proprie teorie.

Harvey Weinstein contro Asia Argento: “Eclatante il tempismo”

Per il produttore americano è tutto incredibile. I documenti diffusi dal NYT su Asia Argento dimostrerebbero infatti che l’attrice avrebbe risarcito un giovane attore per via di molestie avvenute prima della maggiore età. Sul fatto si è già scatenata l’opinione pubblica ed anche Sky Italia ha avuto modo di dire la sua in previsione di conferme e smentite, soprattutto per la presenza di Asia Argento ad X Factor 12. Intanto Weinstein affonda il colpo: i suoi legali hanno rilasciato alcune dichiarazioni, diffuse in questi minuti da THR.

“Ciò che forse è più eclatante è il tempismo. Tutto ciò suggerisce che la Argento stava lavorando all’accordo segreto per il suo presunto abuso di un minore mentre si posizionava in prima linea contro il signor Weinstein”.

L’avvocato Ben Brafman ha inoltre sottolineato come le accuse dirette al produttore da parte della Argento riguardino tra l’altro un rapporto consensuale fra due adulti. “Che durò per più di quattro anni”, ha affermato ancora. Il legale descrive inoltre duplice la condotta dell’attrice, straordinaria e significativa. Soprattutto per dimostrare ciò che la difesa di Weinstein sostiene fin dall’inizio delle denunce. Ovvero che ci sarebbe un controllo a priori di tutte le accuse dirette al produttore.

“Perché tutti noi non facciamo una pausa e lasciamo che sia il processo a prevalere, non la condanna di persone fondamentalmente disoneste”.

La Argento del resto è stata una delle prime voci a sollevarsi contro il guru americano della cinematografia hollywoodiana, in prima linea per fomentare i movimenti social come #MeToo ed in seguito i Time’s Up. Va precisato che le accuse dirette all’artista e figlia di Dario Argento sono collegate alla legge in vigore in California, che specifica come il consenso sia lecito solo dopo i 18 anni. Jimmy Bennett infatti afferma di essere stato vittima di aggressioni nel 2013, quando Asia Argento aveva 37 anni e l’attore appena 17.