Marco Vannini ultime notizie – Ritorna a parlare Marina Conte, la madre del ragazzo di Ladispoli ucciso in circostanze ancora da chiarire mentre si trovava a casa della fidanzata. Per la donna è chiaro che la verità non sia ancora emersa e che in realtà a sparare non sia stato Antonio Ciontoli, condannato a 14 anni per l’omicidio di Marco Vannini. Mamma Marina ribadisce il proprio pensiero a fronte della minaccia di querele ricevuta dai legali di Federico Ciontoli.

La madre di Marco Vannini, “Ciontoli si è accusato per proteggere il figlio”

Ne è sempre più certa Marina Conte di come siano andate in realtà le cose oltre tre anni fa, quando viene avvisata che Marco versa in grave condizioni in ospedale. Morirà poco dopo il suo arrivo, dopo essere rimasto ad agonizzare per ore a casa di Antonio Ciontoli. Il padre della fidanzata della vittima ha confessato in seguito di aver sparato al ragazzo e di non essersi accorto della gravità della situazione. Anche se i giudici hanno appurato che a sparare sarebbe stato proprio l’uomo, per la madre di Marco si tratta in realtà di menzogne. Pochi giorni fa a Una vita in diretta ha infatti rivelato le sue ipotesi riguardo alla possibilità che a sparare sia stato Federico Ciontoli.

Condannato a 3 anni di reclusione in primo grado, il ragazzo avrebbe preso parte al tutto solo in un secondo momento. L’accusa è caduta nel successivo Appello.

“Federico e mio figlio non andavano per niente d’accordo. Litigavano spesso. Potrebbero averlo fatto anche quella sera”.

Possibile che il figlio di Antonio Ciontoli si sia ritrovato invischiato in una lite, magari nata fra lui e la fidanzata Martina Ciontoli? Secondo mamma Marina potrebbe essere andata proprio così, come ha sottolineato al settimanale Giallo (in copertina un estratto dell’articolo, ndr). Pochi giorni prima del suo decesso, Marco era stato infatti cacciato dalla casa dei Ciontoli per via di un litigio avuto con i familiari di Martina. La ragazza inoltre aveva deciso di lasciarlo, salvo poi ripensarci poco tempo dopo. Non è chiaro quindi se quella fatidica notte, pensa Marina Conte, ci sia stato qualche attrito fra suo figlio e Federico Ciontoli.

“La reazione dei Ciontoli è un’ulteriore conferma ai miei sospetti. […] Appena parlo di Federico, loro vi scrivono”.

I legali dei Ciontoli hanno infatti contattato la famiglia di Marco, in seguito alle sue precedenti dichiarazioni. Con una lettera aperta inviata al giornale, hanno ribadito come in realtà le parole della donna non sia “rispettoso delle regole cui dovrebbe essere improntato il nostro ordinamento“. E questo perché i giudici hanno dimostrato in dibattimento che è stato il padre di Federico a sparare. La madre di Marco Vannini tuttavia non ne è convinta, soprattutto per via delle numerose tracce di polvere da sparo rilevate sugli abiti del ragazzo.

Spunta un testimone che conferma la tesi su Federico Ciontoli?

Nella prima settimana di maggio 2019, Le Iene ritornano sull’argomento ed incontrano un testimone che potrebbe confermare la tesi di mamma Marina. Il responsabile è Federico Ciontoli? Un certo Davide avrebbe ricevuto importanti confidenze dall’ex Comandante Roberto Izzo. L’ufficiale che Antonio Ciontoli contatta per primo, subito dopo l’ultima chiamata al 118. Si ritorna a quella frase che il capo famiglia ha detto durante uno dei primi interrogatori: “Così inguaio mio figlio”. Una tesi che non verrà seguita durante le indagini e menzionata solo durante il processo, grazie alla testimonianza del Brigadiere Amadori.

Tutto inizia da un incontro fra questo Davide e l’ex Comandante Izzo, in occasione del quale Ciontoli chiama diverse volte per comunicare un cambio di residenza. Anche se all’epoca il PM ha imposto la firma a Ladispoli, Antonio Ciontoli decide di spostarsi di casa perché si sente minacciato. Izzo avrebbe accettato di aiutarlo per via di un aiuto futuro post pensione: Ciontoli avrebbe potuto farlo entrare nei servizi segreti. Davide avrebbe incontrato di persona lo stesso Antonio, presentatogli da Izzo ed a cui avrebbe realizzato una valigia su misura. All’interno era prevista una tasca con fondina per pistola.

La versione di Izzo e il dubbio sul secondo telefono

Questo particolare stonerebbe con quanto sostenuto in aula dal principale accusato, ovvero della sua inesperienza in fatto di armi. Non è tutto, perché Davide afferma che Ciontoli avrebbe chiamato Izzo prima della telefonata che Federico ha fatto al 118, poi annullata dalla madre Maria Pezzillo. Un dato che non quadrerebbe con i tabulati telefonici, ma spiegabile in presenza di un secondo telefono. Il famoso numero di servizio di cui i legali dei Ciontoli hanno sempre negato l’esistenza. La confidenza più scottante che Izzo avrebbe fatto a Davide riguardo la possibilità che Antonio non sia colpevole. “Hanno fatto un guaio, mi devi aiutare”, avrebbe detto rivelando che non fosse presente in casa al momento dello sparo a Marco Vannini.

Izzo avrebbe rivelato inoltre a Davide che Martina e Viola sarebbero giunte al Pit 20 minuti più tardi rispetto al resto della famiglia, perché rimaste in casa per pulire il più possibile. L’ex Comandante avrebbe inoltre suggerito ad Antonio Ciontoli di assumersi la colpa di Federico, per evitare danni gravi al ragazzo. “Mai stato a Tolfa con Ciontoli, ma scherzi”, dice invece Izzo a Le Iene. E nega anche di aver bevuto qualche caffè con Ciontoli, nonostante abbia confermato durante la deposizione in aula che qualche incontro c’è stato. Izzo smentisce inoltre le affermazioni fatte dall’ex Comandante di Compagna di Civitavecchia Lorenzo Ceccarelli, che afferma di aver ricevuto una telefonata da lui in cui parlava del ferimento di Marco Vannini, attribuito ad un colpo d’arma da taglio. Puoi rivedere su Mediaset Play l’ultimo servizio de Le Iene con le parole del testimone su Federico Ciontoli.