Valentina Ventura è stata condannata a 14 anni. Ad oltre dodici mesi di distanza dalla morte del suo neonato, la donna di Settimo Torinese ha assistito al verdetto dei giudici. All’epoca dei fatti, l’imputata ha gettato dal balcone il bambino che aveva appena dato alla luce. Il verdetto è stato più severo del solito proprio per via delle modalità con cui Valentina Ventura avrebbe commesso l’omicidio.

Valentina Ventura condannata in primo grado, il difensore andrà in Appello

Settimo Torinese ricorderà a lungo quanto accaduto nel maggio dell’anno scorso, quando un passante ha ritrovato per strada il corpicino di un neonato. Il piccolo era stato appena partorito ed in base alle indagini, le autorità sono risalite subito al nome della Ventura. Oggi 35enne, la donna ha deciso infatti di disfarsi del bambino appena nato dopo averlo dato alla luce nei bagni del suo appartamento. Il verdetto di primo grado la condanna a 14 anni di reclusione, il massimo previsto per le accuse che le sono state mosse. Al momento del delitto, la donna sarebbe stata incapace di intendere e volere. Questo il risultato della perizia psichiatrica a cui è stata sottoposta, in seguito all’arresto.

Uno dei particolari più raccapriccianti di questa orribile vicenda, è che la 34enne avrebbe ripreso la sua vita di tutti i giorni subito dopo aver commesso il delitto. L’avvocato che la difende, Patrizia Mussano, ricorrerà presto in Appello per opporsi alla sentenza ricevuta lo scorso giovedì. Il giudice Marianna Toseo ha accolto la richiesta del pm Lea Lamonaca, formulata nella requisitoria. Il processo di Valentina Ventura si è svolto inoltre con rito abbreviato, particolare che ha reso possibile concludere la prima fase in tempi brevi.