Strage di Erba ultime notizie – Arriva il no secco dalla Cassazione per incidente probatorio e revisione del processo. Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati all’ergastolo in via definitiva, dovranno rimanere dietro le sbarre. I legali della coppia hanno presentato ricorso contro il rifiuto precedente dei giudici di Brescia, avvenuto lo scorso gennaio. Olindo Romano e Rosa Bazzi rimangono per la legge italiana gli unici responsabili della strage di Erba, in cui hanno perso la vita quattro persone: Raffaella Castagna, il figlio Youssef, la madre Paola Galli e Valeria Cherubini, una vicina di casa.

Strage di Erba, negato il ricorso a Rosa e Olindo

A pochi mesi di distanza dalla morte di Carlo Castagna, l’unico sopravvissuto alla strage di Erba, si torna a parlare del caso che ha sconvolto l’Italia. Quel giorno di dicembre del 2006, l’imprenditore 75enne ha perso in pochi istanti l’intera famiglia e non ha mai manifestato odio per la coppia omicida. Lo ha sottolineato uno dei figli in occasione della sua scomparsa, seguendo la volontà di voler seguire il ricordo del padre in questa strada di pace e perdono. “Vorrei abbracciare Olindo e Rosa e piangere con loro”, ha detto invece Carlo Castagna subito dopo i delitti, tendendo una mano verso i due principali indiziati della tragedia. Rosa e Olindo, due vicini di casa con cui i Castagna avevano avuto forti attriti da tempo, sono stati messi subito al centro dei sospetti degli inquirenti.

Durante il primo interrogatorio tuttavia, così come nei successivi, sia Rosa che Olindo si sono assunti la responsabilità delle atrocità ed hanno smentito qualsiasi coinvolgimento da parte del coniuge. Un rapporto morboso, che secondo la ricostruzione avrebbe contribuito a rendere marito e moglie una coppia killer. Nonostante le successive smentite, i tre gradi di giudizio hanno condannato i due imputati all’ergastolo. Inutile il tentativo degli avvocati difensori di fare ricordo e chiedere una revisione del processo, istanza bloccata inizialmente dalla Corte d’Appello di Brescia ed in questi giorni anche dalla Cassazione.