Niccolò Bettarini è fuori pericolo ed ora può parlare di quanto accaduto la scorsa domenica mattina, quando è stato accoltellato da un gruppo di sconosciuti. Il figlio di Simona Ventura si è sottoposto ad un intervento alla mano a causa delle ferite subite ed ha raccontato per la prima volta che cosa ha vissuto in quel particolare momento. Niccolò Bettarini ripercorre la fatidica notte, in cui si è ritrovato circondato da sconosciuti malintenzionati.

Niccolò Bettarini accoltellato, “Non ho capito più nulla”

Grazie a TgCom24, il figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini ha deciso di parlare di quanto vissuto la scorsa domenica. Tutto è iniziato subito dopo aver trascorso la serata all’Old Fashion di Milano, dove si trovava con un gruppo di amici e la fidanzata Zoe. Il ragazzo è stato preso di mira da un gruppo di italiani e albanesi, che in pochi minuti hanno dato il via alla rissa. Per questo il buttafuori del locale è intervenuto per farli uscire dalla struttura. Una volta all’esterno tuttavia la situazione è peggiorata e Niccolò si è ritrovato ben presto circondato.

“Non ho capito più nulla. Mi ha dato alcuni buffetti sulla faccia cercando di provocarmi, io ho provato a respingerlo, ma mi sono trovato immediatamente in mezzo a più di dieci persone e non ho capito più nulla”.

Subito dopo Zoe è intervenuta per soccorrere il diciottenne ed è stata colpita al volto con un calcio. Il gruppo si è dato poi alla fuga. Nelle scorse ore le autorità hanno fermato quattro giovani per l’aggressione al ragazzo, accusati di aver accoltellato il figlio della nota conduttrice lo scorso 1 luglio. I quattro sospettati tuttavia hanno deciso di non rispondere alle domande del gip Stefania Pepe.

Chi sono gli aggressori?

Si tratta del 29enne Davide Caddeo, colui che secondo le ricostruzioni avrebbe colpito Niccolò Bettarini con un coltello di 20 cm e per nove volte. Al suo fianco il 24enne Alessandro Ferzoco e i due albanesi Albano Jakei e Andi Arapi. I quattro ventenni si trovano reclusi nel carcere di San Vittore e accusati di tentato omicidio in concorso con altre sei persone. Le autorità stanno ancora indagando sul resto del gruppo, che dovrà rispondere anche delle lesioni riportate da un’amica della vittima e di porto abusivo d’armi. Il movente sarebbe da ricercare nei futili motivi, che avrebbero portato poi ad un aumento della tensione fino all’aggressione con calci, pugni e fendenti. All’Old Fashion, dove è iniziato lo scontro con Niccolò Bettarini, è stata sospesa la licenza per 30 giorni.