Suor Maria Laura Mainetti era nota per la sua devozione alle Figlie della Croce, la congregazione cattolica fondata nel 1807 da un sacerdote francese. Il suo caso diventerà noto all’Italia quando il suo corpo verrà ritrovato martoriato dalle pugnalate, in quel di Chiavenna. Il giallo sulla morte di suor Maria Laura Mainetti porterà presto gli inquirenti a stringere il cerchio attorno a tre giovani del paesino, Ambra Gianasso, Milena De Giambattista e Veronica Pietrobelli: verranno ribattezzate dalla cronaca come le ragazze di Satana.

Il caso di suor Maria Laura Mainetti e il piano diabolico delle ragazze di Satana

Il 6 giugno del 2000, suor Maria Laura Mainetti viene attirata all’esterno del convento da una telefonata particolare. A chiamarla è la diciassettenne Ambra Gianasso, che le rivela di essere rimasta incinta in seguito ad una violenza. La religiosa decide così di raggiungerla al parco delle Marmitte dei Giganti, ma trova ad attenderla anche altre due coetanee di Ambra. Veronica Pietrobelli (17 anni) e Milena De Giambattista (16) si uniscono ad Ambra e fanno cerchio attorno alla suora, infliggendole delle torture prima di procedere alle pugnalate. 19 in tutto prima che suor Maria Laura esali l’ultimo respiro. In punto di morte, la religiosa si inginocchia di fronte alle sue carnefici e rivela di averle già perdonate. Il corpo della religiosa verrà ritrovato sulla scena del crimine diverse ore dopo.

Prima che gli inquirenti riescano a risalire ai responsabili, il delitto di Chiavenna getterà nel panico la comunità. La modalità con cui la suora, così tanto amata dai fedeli del posto, è stata uccisa spingerà le autorità a fare chiarezza con una massiccia indagine. Solo così si riuscirà ad identificare Ambra Gianasso come possibile killer ed a costringerla a confessare. Saranno infatti le tre giovani a raccontare come si sono svolti i fatti, a partire dalla scelta della vittima. I particolari che emergeranno getteranno tuttavia una nuova ombra sul delitto di suor Maria Laura.

Vittima per il suo corpo esile

Come sottolinea La Repubblica in diverse inchieste, le ragazze di Satana avrebbero premeditato l’omicidio diverso tempo prima di compiere il fatto. Sulle prime Ambra, Veronica e Milena pensano di colpisce il sacerdote di Chiavenna, ma decidono infine di scartarlo. La corporatura robusta del parroco avrebbe potuto infatti complicare tutto, mentre le ragazze hanno bisogno di fare quel sacrificio. E sarà proprio la corporatura esile di suor Maria Laura Mainetti a convincere le tre killer che potrebbero ucciderla con facilità. Secondo a ricostruzione dei fatti, la suora viene prima aggredita alle spalle con una pietra ed insultata. Poi inizia il rito: 6 coltellate per ciascuna delle ragazze, per un totale di 18. Un piano che prevede la ripetizione del numero di Satana, il 6 ed i suoi multipli.

Qualcosa tuttavia va storto e alla religiosa vengono inflitte 19 coltellate. Una in più quindi rispetto al piano delle ragazze di Satana, che in quel momento capiscono come non riusciranno a completare il rito in modo ottimale. Ambra, Veronica e Milena verranno intercettate infatti durante il periodo di detenzione, in cui emergerà il loro rammarico per non essere riuscite a compiere l’operazione come previsto. Nel marzo del 2008 il caso di suor Maria Laura Mainetti verrà avviata per la pratica di beatificazione con il consenso del Vaticano.

L’intervista a Veronica Pietrobelli

Le tre amiche e complici invece verranno condannate ad una pena mite, in cui verrà riconosciuta la parziale infermità mentale di Milena e Veronica. Secondo gli inquirenti e l’accusa infatti è Ambra Gianasso ad aver convinto le coetanee a partecipare al delitto ed organizzare il piano. Oggi libere, tutte e tre le ragazze hanno cercato di rifarsi una vita e di rimediare a quell’errore. Anche se in realtà la vita della suora rimarrà spezzata per sempre, così come le loro esistenze per la colpa commessa. Veronica in particolare ha cambiato cognome e città ed ora tenta di diventare “una persona per bene, dentro e fuori”, come ha sottolineato a Panorama.

“Sono sicura: speravamo di non incontrarla. Però quando siamo arrivate in paese suor Maria Laura era ancora lì che mi aspettava per portarmi in collegio”.

Veronica svela che suor Maria Laura si sarebbe potuta salvare. La stessa ragazza avrebbe avuto delle esitazioni, sperando di non incrociarla ancora nel suo cammino. E invece la religiosa cerca di capire se la giovane si sente bene ed in modo drammatico la segue fino al luogo prestabilito per il suo delitto. “Il coltello era nella borsa di Milena”, aggiunge. Ed oggi che si guarda indietro, anche se consapevole di aver contribuito ad una tragedia, non può che essere grata di aver ucciso la donna. Senza l’omicidio di Suor Maria Laura Mainetti, è certa, non sarebbe diventata chi è oggi. Non sarebbe riuscita a fuggire da se stessa e da quella adolescenza fatta di droga e noia.