Ergastolo confermato in Cassazione per Giuseppe Raeli, il 77enne conosciuto come il Mostro di Cassibile. Autore di diversi omicidi avvenuti nei primi anni Duemila, l’uomo ha ricevuto oggi la sentenza che conferma l’ergastolo già assegnato nei primi due gradi di giudizio. L’arresto di Giuseppe Reali è stato possibile solo grazie ad un sopravvissuto, che è riuscito a dare l’allarme alle autorità siciliane.

Ergastolo per Giuseppe Raeli, il Mostro di Cassibile autore di quattro delitti

Il primo delitto messo in atto da Giuseppe Raeli risalirebbe al 2002, data in cui avrebbe ucciso Giuseppe Calvo. Alcuni mesi più tardi ha invece ucciso una coppia del posto, Sebastiano Tiné e Giuseppa Spadaro grazie a diversi colpi di fucile. Appena venti giorni più tardi ha ucciso invece Giuseppe Spada: secondo la ricostruzione del pm Antonio Nicastro, riferisce l’Ansa, il movente dei delitti riguarda le faide economiche fra il Mostro di Cassibile e le sue vittime.

A permettere l’arresto cinque anni dopo l’ultimo delitto è stato Giuseppe Leone, un imprenditore agricolo che nel 2009 è riuscito a sfuggire all’agguato di Raeli. Durante la perquisizione al pensionato siracusano sono stati ritrovati dei bossoli compatibili con quelli utilizzati negli omicidi. Oltre alle accuse di omicidio delle vittime finite nel suo mirino, Giuseppe Raeli è stato accusato anche di aver cercato di uccidere Leone e Katia Tiné, la figlia della coppia martoriata nel 2003.

Al momento della sua cattura, Giuseppe Raeli si è dichiarato innocente ed ha continuato con questa linea difensiva fino all’ultimo appello. Sono state tuttavia le testimonianze, le perizie balistiche e tecniche ad incastrare il pensionato. Conosciuto a Cassibile come “u lupu”, secondo la Corte d’Assise sarebbe stato autore anche del delitto di Antonio Bruni (1998) e Rosario Timponello (1999) e del tentato omicidio di Aurora Franzone. Nel corso delle diverse udienze, il Mostro di Cassibile è stato invece assolto per aver cercato di uccidere Orazio Cirasa e Giuseppa Moneglia (1991), per il duplice omidcidio di Anna Capello e Giovanni Basile (1996), il delitto di Rosario Basile (2007) e di Giovanni Ficara (2000), oltre all’omicidio di Maria Callari (2000). Secondo gli inquirenti, Giuseppe Raeli avrebbe agito sempre per via di crediti e debiti di pochi spiccioli.