Antonio Logli ha deciso di interrompere il silenzio. A pochi giorni di distanza dalla sentenza di secondo grado che ha confermato la condanna a 20 anni, il marito di Roberta Ragusa ritorna a difendersi. Soprattutto dalle accuse che lo vedono colpevole dell’omicidio della moglie, fatto che a suo dire non avrebbe mai potuto compiere. Dai figli al rapporto con i familiari di Roberta Ragusa, Antonio Logli si racconta per la prima volta a Quarto Grado.

Antonio Logli: “Non ho interrotto i rapporti con i familiari di Roberta”

Nella puntata di Quarto Grado di questa sera verrà trasmessa un’importante intervista ad Antonio Logli. Si tratta la prima in assoluto dalla tragedia, affrontata dopo diversi anni di silenzio. Inizialmente collaborativo con la stampa, l’uomo che i giudici di primo e secondo grado ritengono colpevole della morta di Roberta Ragusa ha deciso di parlare ancora. Spaziando dal rapporto con i figli, che continuano a credere alla sua innocenza, fino al legame con i familiari della moglie. Le cugine di Roberta si sono costituite infatti parte civile ed avrebbero voluto che anche Daniele, il figlio maggiore della coppia, potesse fare altrettanto. Invece per il ragazzo oggi 21enne non ci sono dubbi sul fatto che il padre non sia un assassino.

“Mi ricordo che tutto è cambiato dal momento in cui il procuratore andò in televisione e disse che io avevo ucciso Roberta: da quel momento tutte le persone hanno cambiato atteggiamento… mi hanno considerato un assassino”.

Tutto si è trasformato non solo nella sua vita in generale, ma anche per quanto riguarda i rapporti fra Logli e la famiglia di Roberta. Anche con Carlo Ragusa, che chiamava spesso Daniele Logli ed a cui poi ha smesso del tutto di rispondere. A sottolinearlo è il padre, nella lunga intervista rilasciata a Quarto Grado.

“Non riesco a capire come possano pensare che abbia fatto qualcosa di male a Roberta”.

Un allontanamento quindi che Antonio Logli non si attribuisce, ma che collega al desiderio dei familiari della moglie di prendere le distanze da lui. Rivela inoltre che in un episodio in particolare il cugino di Roberta Ragusa avrebbe chiesto alla madre del Logli come mai ancora non lo avessero arrestato. Va ricordato che lo sconforto della famiglia Ragusa è dovuto anche alla mancata reclusione dell’imputato, in occasione della conferma dei 20 anni di carcere. Un secondo grado di giudizio a cui dovrà seguire la sentenza della Cassazione, l’ultima a dettare parola sulla vicenda processuale.

Il rapporto fra Antonio Logli e Sara Calzolaio

In merito alla telefonata che avrebbe smascherato il suo tradimento, Antonio Logli è sicuro che la moglie non avrebbe mai potuto ascoltare le sue parole. Si tratta di uno dei punti centrali delle prove indiziarie a carico dell’imputato e valutato anche per spiegare il movente del delitto di Roberta Ragusa. Tutto sarebbe partito infatti dalla scoperta della donna che il marito la tradiva con Sara Calzolaio. Logli invece è sicuro di aver preso tutte le misure necessarie per evitare di essere colto sul fatto.

“Quando parlavo al telefono, avevo un televisore in soffitta e lo tenevo acceso con gli altoparlanti allo sbocco della scala. Per cui era impossibile sentire se uno conversava, perché tra l’altro la soffitta è molto lunga ed era praticamente impossibile. Quindi, che lei quella sera abbia sentito che parlavo con Sara non è possibile”.

La Calzolaio gli avrebbe chiesto più volte di divorziare, anche se non è mai accaduto. Si evince anche da un’intercettazione fra i due amanti, in cui la donna ricorda al compagno quante volte gli abbia chiesto di separarsi dalla moglie. Anche in questo caso Antonio Logli è sicuro che non avrebbe avuto problemi a chiedere il divorzio a Roberta. Avrebbe solo voluto aspettare che i figli fossero più grandi, per evitare di destabilizzarli. Nega invece che Sara Calzolaio si sia trasferita nella villa di Gello subito dopo la scomparsa di Roberta. Tutto sarebbe iniziato per avere un aiuto da parte della compagna per la gestione dei figli, soprattutto per quanto riguarda pranzi e cene.

“Poi, dopo tutti questi articoli che erano stati scritti che dicevano che lei si era trasferita, dissi: “A questo punto… tanto lo dicono”. E allora si è trasferita da noi. Ma tutto questo, dopo un anno. Non come dicevano loro, dopo tre giorni. E poi, ti ripeto, non l’avrei fatto se non l’avessero scritto da tutte le parti… d’altra parte mi hanno condannato e dato che mi hanno condannato almeno ho un aiuto, ecco”.

Parole che non negano comunque il sentimento d’amore che legava e lega ancora oggi la coppia. Antonio Logli è sicuro tra l’altro che Roberta sia viva e che si sia trasferita altrove. Ed anche se dovesse tornare, “il problema di Sara sarebbe irrisorio, perché una soluzione si trova a tutto”. Per il marito sarebbe un sollievo sotto diversi punti di vista, anche per dimostrare di essere innocente come afferma fin dall’inizio delle indagini. Il ritorno della donna potrebbe permettergli tra l’altro di portare i figli a mangiare fuori, come gli chiedono spesso. Gli è vietato però lasciare i comuni di San Giuliano e Pisa, come stabilito dalle misure cautelari.

Che fine ha fatto Roberta Ragusa? Le ipotesi di Antonio Logli

La moglie e viva e si trova altrove. Una tesi che il marito ha sostenuto da anni e che non è mai riuscito a dimostrare. E se ciò fosse vero, perché non tornare a casa? Perché abbandonare i figli che amava con tutta se stessa e non avvisare nessun familiare di aver deciso di cambiare del tutto vita? Antonio Logli non esclude la possibilità che quella fatidica notte possa essere uscita e che qualcuno l’abbia rapita. Oppure che dei criminali la tengano segregata da qualche parte. Un pensiero che lo terrorizza perché vorrebbe dire che è comunque in pericolo.

A casa non si è mai smesso di parlare di Roberta e delle ipotesi su dove si trovi oggi. “Ma poi non si arriva a niente”, sottolinea il marito, sicuro che senza di lei “praticamente non si vive più. Si sopravvive”. Nonostante i sei anni di incubo e non solo per il giallo di Roberta, ma anche per le accuse che lo colpiscono dal vivo, Antonio Logli si ritiene fortunato. Il suo carattere forte, spesso definito freddo dalla stampa, gli ha permesso di riuscire a reggere il peso dell’intera vicenda. Sia dell’assenza di Roberta Ragusa sia delle accuse che lo vedono ancora come il suo assassino.