Giuseppe Uva ultime notizie – Il pg ha richiesto pene aspre per gli agenti di Polizia e dell’Arma dei Carabinieri coinvolti nel decesso dell’operaio morto a Varese. Massimo Gaballo ha chiesto fino a 13 anni con l’accusa di omicidio preterintenzionale e sequestro di persona aggravata. Giuseppe Uva non sarebbe inoltre stato picchiato durante il fermo del 2008. La morte dell’operaio sarebbe quindi avvenuta per le condotte illegali degli imputati e lo stresso provocato alla vittima, secondo l’accusa.

Omicidio Giuseppe Uva, richieste condanne aspre per gli agenti coinvolti

La ricostruzione dell’accusa punta tutto sulla costrizione fisica che avrebbe provocato la morte di Giuseppe Uva. Il 43enne è stato fermato da due Carabinieri mentre cercava di spostare le transenne messe al centro cittadino di Varese, per poi essere trasportato con tso all’ospedale locale. Qui ha esalato l’ultimo respiro la mattina seguente. Secondo Gaballo, la vittima sarebbe morta a causa di una “tempesta emotiva”, riporta Il Fatto Quotidiano, con conseguente “evento aritmico”.

Le condanne a 13 anni prevedono i due Carabinieri che si sono occupate del fermo, mentre 10 anni e sei mesi per i sei agenti di Polizia coinvolti nel caso. Per il pm è chiaro che gli imputati avrebbero agito senza che il tso fosse necessario e forse mossi da un sentimento di vendetta, in particolare da uno degli agenti. Nel corso della requisitoria è emersa infatti una frase pronunciata da uno dei militari che non lascia spazio a dubbi sugli attriti pregressi con la vittima. Forse dovuta ad una relazione clandestina fra Giuseppe Uva e la moglie di un Carabiniere, di cui l’operaio si è spesso vantato.

Ad aggravare la posizione degli imputati anche il risultato degli esami autoptici, che hanno evidenziato come le lesioni rilevate sulla vittima non sarebbero compatibili con la ricostruzione fatta dalle autorità. Gli ematomi non possono coincidere con eventi di autolesionismo, ha sottolineato il pg in aula. Il prossimo 23 maggio si svolgerà un’altra udienza per il processo Giuseppe uva, in cui interverranno le parti civili e verranno pronunciate le arringhe della difesa.