Pamela Mastropietro ultime notizie – A distanza di tre mesi dal barbaro omicidio della ragazza sono ancora tanti i punti oscuri da chiarire. A partire dal ruolo avuto da Innocent Oseghale e dagli altri due imputati, Desmond Lucky e Lucky Awelima. Le tracce trovate nella terrazza degli orrori indicano solo il primo, proprietario dell’attico. In queste ore sono emersi tuttavia altri particolari sull’omicidio di Pamela Mastropietro che potrebbero aiutare le indagini.

Omicidio Pamela Mastropietro, “Oseghale mi ha chiesto se volevo stuprarla”

Sono particolari le dichiarazioni e le intercettazioni fatte a tutti e tre gli indagati per la morte di Pamela Mastropietro. Nei giorni scorsi i due Lucky hanno parlato di una presunta volontà da parte di Innocent Oseghale di voler addirittura mangiare il corpo della 18enne, in seguito all’omicidio. Emergono ancora altri dettagli, in particolare una frase shock intercettata dagli inquirenti e attribuita a Lucky Awelima. Quest’ultimo avrebbe riferito al nigeriano Desmond Lucky che il giorno del delitto avrebbe ricevuto una telefonata da Oseghale: quest’ultimo gli avrebbe chiesto “se volevo andare a stuprare una ragazza che dormiva”. Si parla del 30 gennaio, come sottolinea nella frase riportata da La Stampa.

Una proposta che Awelima avrebbe rifiutato e non sarebbe stato l’unico contatto sulla ragazza che avrebbe avuto con Innocent. In un’altra conversazione, il nigeriano ha infatti affermato di aver saputo in un secondo momento che Pamela era stata violentata. Due elementi cruciali che sembrano stringere sempre di più il cerchio attorno a Innocent Oseghale. Il detenuto verrà interrogato oggi presso il carcere di Marino del Tronto in cui è rinchiuso in seguito all’arresto, con l’accusa di distruzione o occultamento di cadavere, vilipendio e detenzione di droga.

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Si aggiunge quindi adesso anche l’accusa di omicidio, più volte portata all’attenzione degli inquirenti. Non si tratta infatti della prima volta che l’ipotesi di omicidio viene valutata dall’accusa. Fino ad ora tuttavia il gip ha rifiutato la violenza per mancanza di “gravi indizi di colpevolezza”. Elementi che invece l’accusa individuava all’interno del quadro macabro di quel 30 gennaio, giorno in cui Pamela Mastropietro ha incontrato Oseghale ed ha deciso di seguirlo fino in via Spalato 124.