Marco Vannini, il ragazzo di Cerveteri morto quasi tre anni fa, potrà forse avere giustizia il prossimo 18 aprile. Come ricorda Chi l’ha visto, in quella data i giudici annunceranno il verdetto che vede sul banco degli imputati l’intera famiglia Ciontoli. Marco Vannini alla fine è morto per le bugie dette fin dall’inizio e che secondo i difensori dei Ciontoli, sarebbero dimostrazione della sottovalutazione di quanto stava avvenendo. La famiglia della vittima intanto approfitta delle telecamere di Chi l’ha visto per lanciare un appello e che venga fatta giustizia.

Il caso di Marco Vannini a Chi l’ha visto: si va verso il verdetto

La morte di Marco Vannini rimarrà un giallo fino alla fine. Troppe le bugie dette dalla famiglia Ciontoli, fin dalla prima telefonata ai soccorsi. Federico Ciontoli, il figlio di Antonio Ciontoli, informa infatti il 118 in prima battuta che il ragazzo si è sentito male per via di uno scherzo. Per questo sarebbe impallidito ed avrebbe perso conoscenza. Una versione dei fatti che non convince i soccorritori, che chiedono quindi di parlare con la madre di Federico, Maria Pezzillo. Quest’ultima conferma ogni parola e poi afferma che non c’è più bisogno dell’intervento del 118. “In caso vi chiamiamo dopo”, conclude.

Antonio Ciontoli è il secondo della famiglia a chiamare il 118. Riferisce in questo caso che Marco si trovava all’interno della vasca e che forse scivolando si sia ferito con un pettine a punta. Intanto il ragazzo urla di dolore, tanto che l’operatrice lo può sentire con chiarezza. Urla, lamenti. La voce di Ciontoli è impaurita e calma allo stesso tempo. Solo all’arrivo dei soccorsi la Pezzillo decide di avvisare la famiglia Vannini di quanto è accaduto. Riferisce però che il giovane è caduto dalle scale ed in una seconda telefonata ricorda alla madre di Marco che quest’ultimo è già stato trasportato in ospedale.

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I Vannini raggiungeranno il pronto soccorso prima che Marco venga ricoverato. Le sue condizioni sono preoccupanti, come ricorda la mamma a Chi l’ha visto. Il figlio infatti non è in grado di risponderle, è privo di coscienza. Antonio Ciontoli intanto parla con un medico del pronto soccorso e gli chiede di omettere lo sparo. Solo in questo momento ammette che sia accaduto qualcosa collegato alle sue pistole, ma teme che l’evento possa compromettere il suo lavoro. Chi l’ha visto trasmette ancora una volta anche alcune intercettazioni successive, avvenute a distanza di oltre 12 ore dalla morte di Marco Vannini. In quel momento, Federica Ciontoli, la fidanzata, cerca di tranquillizzare il padre e nega che possano incolparlo di omicidio volontario. Riferirà poi al fratello Federico ed alla fidanzata di quest’ultimo, Viola Giorgini, di aver visto con chiarezza l’ogiva nel fianco di Marco, mentre si trovava nella vasca da bagno. Ulteriori approfondimenti sull’omicidio di Cerveteri e l’intera ricostruzione.