Caso David Rossi – Un video shock è stato diffuso da Quarto Grado nella puntata del 6 aprile 2018, in cui il magistrato preposto alle indagini sul caso di David Rossi fa pesanti affermazioni. L’audio riguarda una telefonata fatta dal funzionario Aldo Natalini ad un amico, in cui parla di una “gola profonda” presente fra i dipendenti dei Monti dei Paschi di Siena. Che si tratti proprio della vittima?

Caso David Rossi, un audio scandalo alimenta altri dubbi

Emergono ancora ulteriori dettagli sul caso di David Rossi, l’ex capo delle comunicazioni del Monte dei Paschi di Siena morto in circostanze misteriose nel 2013. A Le Iene un testimone chiave aveva dato delle informazioni importanti, ma Quarto Grado è entrato in possesso di un audio inquietante. L’estratto racchiuso in un servizio video del programma riguarda Aldo Natalini, il magistrato preposto alle prime indagini sulla morte di Rossi. Alle 22.08 del 13 febbraio di quell’anno, il funzionario avrebbe parlato con un amico riguardo alle inchieste che stavano colpendo in quel periodo Mps. Fatti noti e spesso collegati alla possibilità che la vittima sia stata uccisa proprio perché pronta a fare alcune rivelazioni a riguardo.

Quel particolare giorno è significativo per ricostruire il giallo sul caso di David Rossi. In quella data infatti le autorità perquisiscono la sua abitazione in cerca di elementi per l’inchiesta su Mps. Il pm Aldo Natalini confida alcune cose ad un’amico di infanzia, un avvocato indagato per estorsione. Nell’audio parla di alcune perquisizioni fatte a Siena e di reati societari. Manipolazioni di mercato che non sembrano preoccupare il magistrato. Incalzato dall’amico, il pm parla anche di una gola profonda interna all’istituto bancario. Riguardo all’arresto di Gianluca Baldassarri, manager della banca, Natalini afferma di aver ritardato il deposito degli atti e di aver ostacolato così il riesame.

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Il caso di David Rossi: i segni sulle scarpe e il passaggio segreto

Uno dei punti oscuri del giallo sul caso di David Rossi riguarda inoltre alcune tracce presenti sulla suola delle sue scarpe. Si tratta di segni dovuti forse a pittura, bianca e fresca. Come sottolinea Quarto Grado, è uno degli elementi che confermerebbero la tesi secondo cui la vittima sarebbe stata aggredita al di fuori del suo ufficio. Il locale infatti non presenta alcun particolare che possa essere collegato al materiale ritrovato sulle suole. Diverso invece un passaggio semi-segreto che da un’ala dell’edificio del Mps condurrebbe alla zona in cui si trovava l’ufficio della vittima. Tutti particolari che riconducono ancora una volta a quei fazzolettini ritrovati nel cestino del locale e con presenti evidenti tracce di sangue. Macchie ematiche attribuibili alla spaccatura sul labbro di David Rossi: le prove tuttavia sono state distrutte in seguito.