Diego Esposito denuncia la sua sofferenza diversi anni fa, dopo essere stato abusato dal sacerdote a 13 anni. Oggi adulto, sposato con figli, cerca ancora quella giustizia che né lo Stato né la Curia sembrano volergli dare. Il suo aguzzino infatti è ancora in libertà. Il sacerdote che avrebbe violentato la vittima ha continuato ad insegnare nelle scuole di giovani e giovanissimi fino al 2015, quando se ne perdono quasi ogni traccia. Diego Esposito è tra l’altro costretta a vivere a pochi km dall’abitazione del prete, rimasto immune alle denunce.

Diego Esposito, dalla denuncia allo sciopero della fame

Il caso di Diego Esposito – nome di fantasia, ndr – verrà trattato all’interno della puntata di oggi de Le Iene, come annunciato dalle anticipazioni del 7 marzo. Il racconto drammatico di quel giorno avviene dalla viva voce della vittima, che racconta come le carezze da parte del prete siano iniziate fin dal loro primo incontro. Aveva solo 13 anni quando don Silverio Mura, all’epoca suo docente di religione, lo invita a casa propria. In tempi brevi richiede che il ragazzino si sieda al suo fianco. Sempre più vicino, fino alle prime carezze, sempre più insistenti. Le spalle, le gambe, mentre il ragazzino è sotto shock e non riesce a reagire.

“Mi ha dato un bacio a bruciapelo”.

A sedici anni Diego decide di affrontare per la prima volta don Silverio Mura, che di contro gli compra una bicicletta. La sua scusa è di evitare che continui a pensare a quanto accaduto anni prima. Nel frattempo, il sacerdote diventa amico di famiglia ed infine lo obbliga quasi ad essere l’officiante delle sue nozze. Dopo diversi anni di problemi fisici e psichici, Diego Esposito decide di rivelare tutto alla famiglia e di denunciare l’abuso subito dal sacerdote alla Curia. Al tempo stesso abbandona il lavoro da guardia giurata, perché non si sente più in grado di farlo.

La richiesta di Diego Esposito alla Curia di Napoli

La risposta della Curia alle denunce di Diego Esposito è una beffa: 250 euro al mese di vitalizio in cambio del suo silenzio. Il 40enne però non si ferma ed invia una seconda email al Vaticano, annunciando di volersi uccidere all’esterno della Curia per sconfiggere l’omertà ed impedire che venisse fatto del male ad altri bambini. La Curia di Napoli avrebbe quindi inviato l’email alle autorità, che sono intervenute nell’immediato per togliere la pistola d’ordinanza a Diego. Qualcosa inizia però a muoversi su binari diversi: nel 2016 spuntano infatti altre due vittime che affermano di aver subito abusi dallo stesso sacerdote, don Silverio Mura. I due ragazzi in questione però hanno avuto paura ad uscire allo scoperto, proprio per via di quanto accaduto a Diego Esposito.

Diego Esposito affronta don Silverio Mura: il video dell’incontro

Inascoltato, quello stesso anno Diego Esposito decide di iniziare una nuova battaglia. Anche in questo caso non mette in repentaglio la vita di nessuno, conoscenti o innocenti in generale. Inizia però a fare lo sciopero della fame, dopo essere stato avvisato dall’associazione onlus Rete l’Abuso che don Silverio Mura insegna ancora. Il sacerdote di Napoli infatti era docente di un istituto alberghiero della provincia, poi trasferito in un altro istituto ed infine nominato insegnante di religione di una scuola media. Scopre tra l’altro che il prete sta mettendo in atto lo stesso modus operandi con altri ragazzini. Decide quindi di affrontare a viso aperto il suo aguzzino, registrando tutto con una piccola telecamera nascosta.

Don Silverio Mura non nega gli abusi a Diego Esposito

Durante l’incontro, è visibile lo stato di malessere della vittima. Parla degli attacchi di panico da cui soffre da oltre vent’anni e di come gli sia impossibile continuare a lavorare, a vivere, a non pensare. Minuti e minuti di conversazione in cui l’uomo non omette nulla, dalle sedute con lo psicologo fino ai farmaci presi per governare la sofferenza. In nessun caso don Silverio Mura nega gli abusi fatti a Diego Esposito, che in più di un’occasione vomita per il dolore che sta provando in quel momento.