Simone Schettino a Minturno
Venerdì 10 agosto, alle ore 21:30, presso il “Teatro Romano” di Minturno, il “fondamentalista” napoletano si esibisce con il suo spettacolo “Del Belpaese c’è rimasto solo il formaggio”
Risate napoletane firmate Simone Schettino sul palco del Teatro Romano di Minturno. L’appuntamento è per venerdì 10 agosto a partire dalle ore 21:30. «Dalle notizie che ci vengono fornite quotidianamente dai mass media – rivela Schettino - sembrerebbe quasi che l’Italia stia sempre più precipitando verso gli ultimi posti delle varie classifiche stilate a livello europeo. Ma come si pongono gli italiani di fronte a tale allarmismo? Quali sono le reazioni e quali accorgimenti pongono in essere nella loro quotidianità?». Lo spettacolo focalizza uno spaccato di vita dell’italiano medio nell’attuale momento storico, naturalmente in chiave comica e soprattutto ironica, dando voce proprio a uno di loro “Il Fondamentalista Napoletano” (per l’appunto un italiano medio) che esprime liberamente la propria opinione senza alcuna pretesa di lanciare moniti o censure, quasi come una chiacchierata fra un gruppo di amici, come è sempre stato nello stile di Schettino. Spazio allora alle riflessioni e ai dibattiti su temi di grande attualità, senza dimenticare che la regola numero uno è dire sempre ciò che si pensa perché, fondamentalmente (come dice lo stesso Schettino), è l’unico modo per distinguersi dalla massa. L’organizzazione dell’evento è a cura della Ventidieci.
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Note biografiche:
Simone Schettino: fondamentalmente un cabarettista. Queste semplici parole aiutano a capire il perché di un successo che nel giro di pochi anni travalica i confini napoletani, proiettando Simone a livello nazionale. “Nel giro di pochi anni” non è il solito modo di dire, perché fino al 1995 Simone vive la sua vita di universitario, iscritto alla facoltà di giurisprudenza dell’Ateneo Napoletano più per seguire una tradizione di famiglia, che per intima convinzione. Sono gli amici che negli anni di una giovinezza spensierata hanno avuto modo di apprezzare le sue battute estemporanee, sferzanti, ironiche, a volte dolcemente ciniche, a spingerlo quasi per scommessa ad esibirsi in pubblico durante una cena conviviale. Da allora è un susseguirsi di passaggi da locali per appassionati, quali “ Il Tunnel Cabaret” di Napoli a reti televisive a diffusione regionale, dove di volta in volta Simone si cimenta in nuovi monologhi e scenette. Ma sono trasmissioni televisive come Convenscion - Superconvenscion - Convenscion a colori andate in onda per quattro anni su Rai 2 con la partecipazione ininterrotta di Simone, e di “Ciro Visitors” su Italia 1 in nove puntate, a farlo conoscere in campo nazionale. Ospite del Maurizio Costanzo Show, di trasmissioni condotte da Pippo Baudo e di altre sulle reti televisive Rai, La 7 e reti Mediaset (Un Disco per l’Estate - Quelli che il calcio - Destinazione Sanremo - Notte Mediterranea - Castrocaro - Furore – Telegrolle Saint Vincent – CD Live Music), Simone si sente ormai pronto a portare a teatro i suoi monologhi. Debutta al Cilea di Napoli con “I miei primi quattro anni”, cui fa seguito nel 2001 “Il Fondamentalista Napoletano”, con un susseguirsi di oltre tre mesi di repliche in tutta la Campania, che vedono sempre il tutto esaurito con grande successo di pubblico. L’anno successivo dopo un esordio regionale di oltre venti serate, è presente per tre settimane nel periodo natalizio al Diana, uno dei più prestigiosi teatri napoletani, con “Processatemi pure, ma con giudizio. Segue una tournée nazionale con lo spettacolo “Tutto Regolare” registrato tra l’altro dalle reti televisive di Tele+ al Teatro delle celebrazioni di Bologna e mandato in onda per trenta repliche. Il teatro ormai è la sua passione e Simone prepara un nuovo spettacolo “Mamma mia che Ipocrisia” da rappresentare per due settimane al Teatro Augusto di Napoli nei giorni di gennaio 2004. Il botteghino del teatro registra in prevendita per la prima settimana il tutto esaurito. Purtroppo una infiammazione non diagnosticata in tempo lo costringe ad annullare lo spettacolo per un periodo di riposo di oltre due mesi durante i quali prepara un nuovo spettacolo “Dove eravamo rimasti?” chiara allusione alla sua sosta forzata, che dopo un primo rodaggio al Teatro Colosseo di Torino ed in altri teatri regionali viene rappresentato al Teatro Diana di Napoli nel mese di Maggio per ben tre settimane. E’ un successo di critica e di pubblico che, entusiasta come sempre, ogni sera lo applaude a scena aperta, facendo registrare fino all’ultimo giorno il tutto esaurito, tanto che la produzione ripresenta lo spettacolo dal 19 al 26 giugno quale anteprima al Festival nazionale di Cabaret nell’atmosfera suggestiva di Castel Sant’Elmo a Napoli. In estate lo stesso spettacolo viene portato in giro per l’Italia nelle arene delle migliori località turistiche. Ma perché “fondamentalmente”cabarettista? Perché sulla scena Simone non ha bisogno di travestimenti, trucchi, parodie, voci in falsetto per divertire il pubblico. E’ il contenuto dei testi che scrive da solo, è il suo modo di parlare franco, schietto, aperto, la sua mimica istrionesca, la sua ironia su vizi e virtù dei giovani d’oggi, sui tic, manie, vezzi e modi degli italiani, uomini e donne in par condicio, dei politici, di personalità del mondo dello spettacolo, di gente comune, è tutto questo che cattura il pubblico e lo fa ridere e applaudire a scena aperta. Ma non è una risata fine a se stessa, è una risata a volte anche amara che fa riflettere su fatti ed avvenimenti che ormai fanno parte del vivere quotidiano.
Ufficio stampa Ventidieci
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