Marco Prato: L’interrogatorio e le ultime parole | Quarto Grado

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Marco Prato [Facebook]
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Un lungo addio quello di Marco Prato, non per i bigliettini inviati ad amici e parenti. Il suo saluto alla vita inizia proprio quel giorno, in cui assieme a Manuel Foffo decide di strappare l’esistenza di Luca Varani. A Quarto Grado, il video inedito dell’interrogatorio del pr romano.

Marco Prato ha voluto togliersi la vita fin dal giorno dell’omicidio di Luca Varani. Viene ritrovato infatti in una camera d’albergo dopo aver assunto alcool e sonniferi. Un tentato suicidio che ha tentato diverso tempo dopo, pochi giorni fa. Durante l’interrogatorio, messo in onda da Quarto Grado, Marco Prato parla a lungo del suo rapporto con Manuel Foffo. Lo definisce perverso e sottolinea come gli chiedesse continuamente di vestirsi da donna. A suo fire, il complice nel delitto di Luca Varani non sopportava di essere gay. Per questo gli imponeva di vestirsi da donna e di mettersi lo smalto sulle unghie.

Marco Prato | Quarto Grado – L’interrogatorio

La notte del delitto di Luca Varani, Marco Prato e Manuel Foffo sono insieme già da quattro giorni. Consumano cocaina e alcool, senza freni, e parlano di tutto. Soprattutto delle loro perversioni. Quella di Foffo, riferisce Prato, è lo stupro. Il pr romano appare lucido ed equilibrato, scarica ogni colpa e incrinatura all’amico e amante. Non accenna a sue eventuali colpe e sottolinea più volte il nome di Manuel Foffo. Quasi a voler prendere le distanze, a creare una barriera fra loro. Marco Prato rivela tanti particolari del suo rapporto con il complice, descrivendosi come succube della sua personalità. Costretto a mettere in atto azioni contro la sua volontà e solo per soddisfare le richieste di Manuel Foffo. Quest’ultimo invece nega a se stesso di essere omosessuale e sarebbe arrivato persino a chiedere che si rasasse, che si vestisse da donna per lui.

Marco Prato | Quarto Grado – Il primo tentativo di suicidio e le ultime parole

Riferisce inoltre che il giorno in cui è stato trovato nella camera d’albergo, aveva assunto 4 boccette di Minias ed una di En. Due sonniferi che insieme ai super alcolici avrebbero dovuto creare un cocktail mortale. Prima di perdere i sensi, scrive diversi biglietti alle persone a cui vuole bene per dare l’ultimo saluto. Uno di questi è diretto al padre, in cui dà disposizioni sul suo funerale. Simili a quelle lasciate un anno dopo: saranno le sue ultime parole.

Marco Prato - Le ultime parole | Quarto Grado
Marco Prato – Le ultime parole | Quarto Grado

Marco Prato | Quarto Grado – L’interrogatorio

Marco Prato è stato in cura presso una psichiatra per diversi anni. Durante un incontro in carcere con il padre, ribadisce di non aver mai nascosto nulla alla specialista. Fa anche un riferimento alle bombolette del gas usate per cucinare, una di quelle che userà giorni dopo per togliersi la vita. Secondo gli esperti, Marco Prato si trovava sotto pressione per via della lungaggine processuale. Il suo suicidio avviene tra l’altro il giorno prima dell’udienza, subito dopo il rinvio precedente dovuto allo sciopero dei Magistrati. Un’ulteriore rottura nella personalità già fragile del ragazzo romano? Verrà ritrovato infatti nella sua cella, con la testa chiusa in un sacchetto di plastica. Un ultimo biglietto con cui afferma di aver scoperto molte cose brutte di sé e del mondo. Chiede inoltre ai genitori che venga fatta una festa in suo onore.

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