Maria Ungureanu: Niente arresto per Daniel Ciocan e sorella | Ultime notizie

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Maria Ungureanu, un barbaro omicidio che mette la parola fine su una giovane vita. 11 anni e già diverse violenze sessuali alle spalle, ma ancora alcuno sviluppo in merito al suo assassino. Il tribunale del Riesame intanto rigetta la richiesta di arresto per Daniel Ciocan e la sorella Cristina.

L’omicidio di Maria Ungureanu rimane ancora senza responsabile. La bimba morta per mano dell’orco che abusava di lei da anni, ha sconvolto l’Italia proprio per la sua storia. Fatta di violenze nonostante la sua tenera età e di un mistero: chi l’ha uccisa? Sotto accusa ancora Daniel Ciocan, che secondo la difesa degli Ungureanu avrebbe messo in atto il delitto. Il giovane poi sarebbe stato coperto dalla sorella Cristina Ciocan, che era a conoscenza degli abusi della piccola.

Ieri il tribunale del Riesame ha rigettato la richiesta dell’accusa di procedere con l’arresto dei due imputati. Durante l’udienza i difensori di Daniel e Cristina Ciocan hanno evidenziato alcuni elementi contrastanti con la tesi dell’accusa. Per questo i giudici hanno optato per rigettare l’istanza di custodia cautelare per entrambi i ragazzi.

“L’accusa si fonda su un complesso di elementi, nessuno dei quali di per sé interamente dimostrato”

35 pagine di atti in cui viene spiegata punto per punto la decisione del Riesame di rigettare l’appello del pm. Facile immaginare che i difensori della famiglia di Maria Ungureanu faranno presto ricorso in Cassazione: per loro Daniel e Cristina Ciocan sono colpevoli senza ombra di dubbio.

“La gravità dei fatti e la pena per la sorte della povera vittima non giustificano peraltro scorciatoie, né una meno rigorosa valutazione della prova”

Si conclude così la decisione del Riesame, come sottolinea Il Quaderno. Non sarebbe inoltre la prima volta che la richiesta di arresto dei due ragazzi viene respinta. Era già successo nel luglio del 2016, appena un mese dopo l’omicidio avvenuto a San Salvatore Telesino. All’epoca dei fatti il gip Flavio Cusani aveva infatti giudicato “inconsistenti” gli indizi a carico del 22enne e della sorella.