Sono Innocente anticipazioni del 15 aprile – Tre nuovi casi di errori giudiziari verranno approfonditi nella puntata del programma in onda su Rai 3, come sempre in prima serata. Le anticipazioni di Sono Innocente si concentrano sulle storie di Domenico Morrone, Stefano Messore e Aldo Scardella. Tre casi importanti ed errori madornali commessi dalla Giustizia italiana, in gradi di provocare non solo delle conseguenze terribili nei protagonisti ma anche nell’opinione pubblica. Alla guida ancora una volta il giornalista e conduttore Alberto Matano.

I casi di Sono Innocente, anticipazioni del 15 aprile

Il primo caso affrontato da Sono Innocente sarà quello di Domenico Morrone, il pescatore di Taranto che nel 1991 verrà arrestato con una terribile accusa. I sospetti degli inquirenti sono che abbia ucciso due adolescenti di fronte al loro liceo, per via di una vendetta. Il movente è da ricercare in una lite che Morrone aveva avuto con le vittime nei giorni precedenti al duplice delitto, che lo porteranno ad una condanna a 21 anni di detenzione. Riuscirà a dimostrare di essere innocente solo dopo 15 anni trascorsi dietro le sbarre.

Da soccorritore a criminale, il caso di Stefano Messore

La storia di Stefano Messore è collegata ad un’altra tragedia che due anni fa ha colpito il nostro Paese. Si tratta del terremoto che ha colpito il Centro Italia ed ha distrutto diversi borghi come Amatrice. L’ex paracadutista non ci penserà due volte a raggiungere quei luoghi come soccorritore, per gestire gli aiuti umanitari e dare il suo supporto alle vittime. In quei giorni, sottolinea Sono Innocente, le autorità locali vengono messe in allerta riguardo alla presenza di finti soccorritori, che con l’inganno sono diventati dei veri e propri sciacalli. Stefano Messore verrà infine accusato di aver derubato le vittime del terremoto e confinato in carcere per 50 giorni.

“Muoio Innocente”, la morte ingiusta di Aldo Scardella

L’ultimo caso affrontato in puntata riguarda una delle tragedie più eclatanti della storia italiana. La morte di Aldo Scardella punta il dito contro una Giustizia spesso cieca di fronte a prove evidenti e forse fomentata dalle pressioni dovute alla mancanza di risultati. Appena 25enne, Aldo verrà accusato di omicidio nel 1985 ed a nulla servirà l’alibi esibito. Su di lui grava un passamontagna che la banda di killer ha usato per l’aggressione al titolare di una rivendita di liquori ed alcune testimonianze. Pochi elementi che in modo inspiegabile rinchiuderanno il giovane in isolamento per sei mesi. Le anticipazioni di Sono Innocente sottolineano come Aldo Scardella deciderà di impiccarsi nella sua cella nell’impossibilità di dimostrare l’errore giudiziario subito.