Veronica Panarello non intende accettare la condanna all’ergastolo per l’omicidio del figlio Loris Stival. La donna dovrà scontare infatti 30 anni di carcere su ordine del gup di Ragusa, ma Franco Villardita farà una nuova richiesta: una seconda perizia psichiatrica che possa dimostrare come la sua assistita non fosse capace di intendere e volere. Una richiesta che l’avvocato si è già visto rifiutare in passato dalla Corte d’Assise d’Appello di Catania. Veronica Panarello ha affrontato inoltre stamattina la requisitoria, per il processo di secondo grado per il caso di Loris Stival.

L’avvocato di Veronica Panarello chiederà una nuova perizia

L’annuncio del legale della Panarello arriva poco prima che iniziasse l’udienza per il secondo grado di giudizio. Come sottolinea Repubblica, il processo si è svolto con mezzora di ritardo rispetto al previsto e l’accusa ha già chiesto che la condanna assegnata a Veronica Panarello in primo grado venga confermata. Il pm Maria Aschettino crede infatti che non ci siano ulteriori elementi che possano riaprire il dibattimento, una tesi che vede d’accordo il pm Giacomo Rota, procuratore della Repubblica di Ragusa. Al termine dell’udienza, ancora in corso, verranno pronunciate le arringhe delle parti civili.

Il legale dell’imputata per il caso di Loris Stival potrebbe riuscire a trovare ascolto da parte della Corte. Villardita ha infatti spiegato in conferenza stampa che la Corte non si è dimostrata risoluta riguardo alla seconda perizia psichiatrica. Per questo e per via della requisitoria dei pm di questa mattina, l’avvocato crede che sia fondamentale procedere con un nuovo esame che faccia luce sullo stato mentale di Veronica Panarello.