Marco Prato: Un amore assassino per Manuel Foffo | Quarto Grado video

A Quarto Grado, nuovi filmati inediti dei due romani accusati dell'omicidio di Luca Varani

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Marco Prato [Facebook]
Marco Prato [Facebook]

Marco Prato e Manuel Foffo, una coppia nata al di fuori dei confini dell’ossessione. L’omicidio di Luca Varani è la conseguenza di un’unione malata e che affonda le radici nell’inferno di entrambi. Nella puntata di Quarto Grado del 30 giugno, alcuni video inediti dei due accusati.

Marco Prato si è ucciso nella sua cella di Velletri ormai una settimana fa. Sulla sua coscienza il peso di una colpa ed un omicidio. Quello di Luca Varani che, va sottolineato, rimane sempre l’unica vittima fra i tre ragazzi. Durante la puntata di Quarto Grado di ieri, Gianluigi Nuzzi ha voluto mostrare nuovi video ed ha approfondito la personalità di Manuel Foffo. Un ragazzo che studia giurisprudenza ed ha in mente molti progetti: un profilo che non corrisponde a quello di un omicida. Eppure sia Foffo che Prato sono gli autori del delitto di Luca Varani: a confermarlo non solo le confessioni di entrambi, ma anche le tracce rilevate sulle armi usate per compiere la tragedia.

Marco Prato e Manuel Foffo, fra ossessione e morte | Quarto Grado

Come spesso accade nelle coppie definite “assassine”, anche Marco Prato e Manuel Foffo cercano inizialmente di scaricare la colpa sull’altro. Luca Varani è morto a causa della droga assunta da entrambi e per le capacità di manipolazione del pr romano. Questa è la versione di Manuel Foffo, che descrive agli inquirenti la personalità malvagia del complice. Una versione che cambierà nel corso delle deposizioni diverse volte, fino ad ammettere una nuova verità. Foffo rivela infatti che è Marco Prato a pensare più volte all’omicidio e non solo quella notte. In precedenza gli avrebbe detto addirittura di aver capito che vuole fargli uccidere il padre (di Foffo, ndr). Descrive il suo sguardo come malvagio, tetro, di cui in qualche modo è succube.

Luca Varani: Marco Prato si è ucciso alla vigilia del processo
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Quarto Grado, l’interrogatorio di Manuel Foffo: l’accusa a Marco Prato

Di quei quattro giorni che precedono il delitto Manuel Foffo ricorda la droga e la volontà di uccidere qualcuno. Una scelta che tuttavia viene descritta come tale solo al quinto incontro con gli inquirenti. Un video diffuso da Quarto Grado mostra l’interrogatorio e mette in luce le parole di Foffo. Frasi significative, in cui spesso confonde Luca Varani con Marco Prato. Quasi a giustificare il fatto che conoscesse entrambi molto poco. Dopo aver drogato Luca e mentre gli sta sferrando le coltellate, sottolinea inoltre che Prato lo accarezzava. Quasi ad elogiarlo o incitarlo per l’omicidio in atto. Descrive entrambi come “animali” ed afferma di accettare anche l’ergastolo. Purché la stessa condanna venga data anche a Marco Prato.

La versione di Marco Prato e l’accusa al complice | Quarto Grado

Quella di Manuel Foffo è una dichiarazione che viaggia all’opposto rispetto a quella di Marco Prato. Quest’ultimo infatti calca molto sul rapporto sessuale ed amoroso che aveva con il complice e sulle sue perversioni. A sua volta si descrive come sottomesso e plagiato, da un Manuel Foffo che invece viene dipinto come diabolico e infernale. Lo costringe infatti a vestirsi da donna ed a truccarsi come tale. Lo presenta inoltre alle persone che incontrano in quei quattro giorni come “la prostituta del piano di sopra“. La sua ossessione – riferisce Marco Prato – è lo stupro. Per questo entrambi escono a cercare “una marchetta“. Ed anche se le sue parole lo turbano, il pr accondiscende a tutto per amore. >> Potrebbe interessarti anche l’interrogatorio di Marco Prato. 

Marco Prato: Il testamento, "Donate gli organi e fate una festa"
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Quarto Grado, Marco Prato e Manuel Foffo: chi è il mostro?

Inizialmente Manuel Foffo avrebbe chiesto a Marco Prato di coinvolgere nella sua perversione una donna. “Ma io, che sono una prima donna, ho dirottato verso un essere maschile“. Significativo anche come descriva Luca Varani come “essere” e non come “ragazzo”. Un tentativo di togliere quell’umanità che entrambi gli hanno strappato la notte del delitto? “Ero la sua bambolina“, sottolinea il pr romano. Ai suoi occhi è Manuel ad essere il mostro, il diavolo, il pianificatore. La stessa visione è attribuibile a Foffo, che si preoccupa addirittura di quello che potrebbe dire Marco Prato e della possibilità che possa attribuirgli tutta la responsabilità del delitto. >> Potrebbe interessarti anche il testamento del pr romano.